VIA LIBERA SENATO AL DL 'TAGLIA-SPESA'
Roma, 25 ott (Adnkronos Salute) - Via libera del
Senato al decreto legge sulla spesa sanitaria, che passa ora alla Camera per
essere convertito in legge entro meta' novembre. L'Aula di Palazzo Madama ha
approvato il maxi-emendamento del governo, che ricalca sostanzialmente l'accordo
siglato con le Regioni l'8 agosto e recepisce alcune delle modifiche apportate
al testo dalle Comissioni Bilancio e Sanita' del Senato.
Approvato anche il sub-emendamento sulla distribuzione dei farmaci per le
patologie piu' gravi, presentato dalla maggioranza. Respinto invece il
sub-emendamento con cui il centro-sinistra chiedeva di modificare la dizione di
livelli essenziali di assistenza, aggiungendo il concetto di livelli 'uniformi',
''una questione dirimente - secondo l'Ulivo - per garantire uguali servizi e
prestazioni su tutto il territorio nazionale'' Contro il provvedimento hanno
votato 'no' il centrosinistra e Rifondazione comunista. Grazie al decreto, le
Regioni ottengono un aumento delle risorse per la sanita' di oltre 20mila
miliardi di lire: 146.376 mld per il 2002, 152.122 mld per il 2003 e 157.371 mld
per il 2004. Per il 2001, il Fondo sanitario nazionale viene incrementato di
quasi 8mila mld, toccando quota 138mila mld, mentre 6mila mld vengono destinati
al ripiano dei disavanzi regionali.
Un 'piatto' sostanzioso, che porta il Fsn al 5,8% del Pil e che,
contemporaneamente impegna le Regioni a tenere sotto controllo la spesa, in
particolare quella farmaceutica, 'lievitata' negli ultimi anni. Dal prossimo
anno, lo Stato non ripianera' piu' i disavanzi delle Regioni, che dovranno
coprire da sole eventuali 'buchi', ricorrendo a un aumento dell'aliquota Irpef,
ad altre tasse locali o, se se la sentono, ai ticket.
Per il contenimento della spesa, queste in sintesi le misure previste dal testo
licenziato oggi dal Senato. Il tetto per la farmaceutica viene fissato al 13%
della spesa sanitaria complessiva. Dal primo dicembre, il prezzo di riferimento
per il rimborso dei farmaci viene calcolato sul medicinale meno caro: a chi
sceglie il prodotto piu' costoso, viene rimborsato, cioe', solo il valore del
farmaco a prezzo piu' basso. Dal pagamento dell'eventuale differenza sono
esclusi i pensionati di guerra.Solo il medico puo' decidere la sostituzione del
farmaco prescritto con altri a base dello stesso principio attivo. Scattera' in
via sperimentale, per sei mesi, il prezzo di riferimento per categorie omogenee
di medicinali. I farmaci piu' costosi, quelli per le patologie piu' gravi,
vengono acquistati dalle aziende sanitarie al 50% del loro prezzo e vengono poi
venduti attraverso le strutture pubbliche o le farmacie che hanno stipulato
convenzioni con le Asl. In ciascuna ricetta, non potranno essere prescritte piu'
di 3 confezioni, 6 se si tratta di antibiotici in confezione monodose,
interferone per malati di epatite cronica e medicinali somministrati per
fleboclisi.
Alla fine dell'anno, le aziende sanitarie e ospedaliere dovranno far quadrare i
conti e chiudere in attivo: l'obbligo dell'equilibrio di bilancio non vale piu'
per singolo presidio ospedaliero, come stabiliva l'accordo fra governo e
Regioni, ma per l'intera azienda. Si prevede, inoltre, l'acquisto centralizzato
di beni e servizi, attraverso convenzioni stipulate dalla Consip (Concessionaria
servizi informatici pubblici) e una riduzione dei posti letto ospedalieri per
acuti, 4 ogni mille abitanti. Slittano di un anno la riduzione e l'eliminazione
dei ticket sulla diagnostica e sulla specialistica.
Entro il 30 novembre devono essere definiti i livelli essenziali di assistenza.
Allentata, infine, la stretta sulle farmacie rurali: le agevolazioni fiscali
sono confermate per quelle che fatturano fino a 750 milioni l'anno, mentre
beneficeranno di sconti ulteriori gli esercizi con un fatturato inferiore a 500
mln Fra le novita' apportate al provvedimento durante l'esame del Senato:
dal primo marzo 2002, un bollino sulla confezione permettera' il riconoscimento
dei farmaci acquistabili senza ricetta medica. I rifiuti sanitari non tossici,
dopo essere stati disinfettati, vengono eliminati come quelli urbani.
Viene prorogato al primo febbraio 2002, infine, il tempo definito per i medici,
in scadenza il primo dicembre. ''Un grave attacco alla riforma Bindi'', secondo
l'opposizione, che ha chiesto in Aula la soppressione dell'emedamento sul tempo
definito. ''il governo aveva garantito - sottolinea Giuseppe Mascioni (Ds),
della Commissione Sanita' - che nel decreto sulla spesa sanitaria non sarebbero
state inserite norme che riguardano una materia contrattuale''.