SALUTE: GARANTE PRIVACY, BANCHE DATI DEVONO RESTARE ANONIME

Roma, 28 ott. (Adnkronos Salute) - ''Le banche dati sulla salute dei cittadini devono contenere solo dati anonimi''. L'Autorita' Garante della Privacy richiama l'attenzione sui problemi sollevati dall'articolo 50 del 'decretone' che contiene gran parte della manovra finanziaria per il 2004, da oggi al voto del Senato. Tra le norme del provvedimento anche quella che prevede la realizzazione di un modello di ricetta medica a lettura ottica, e la costituzione di una banca dati con il codice fiscale di tutti gli assistiti, con l'obiettivo di tenere sotto controllo la spesa sanitaria.

''Tali finalita', sicuramente apprezzabili per l'obiettivo di un piu' razionale monitoraggio della spesa pubblica - si legge in una nota del Garante - sono tuttavia perseguite attraverso una strumentazione che violerebbe il diritto dei cittadini alla protezione dei dati personali, per quanto riguarda le informazioni riguardanti la salute e quindi protette da particolari garanzie''. L'Autorita' ricorda che la legislazione vigente gia' prevede procedure per il monitoraggio della spesa sanitaria che non richiedono banche dati centralizzate. ''Procedure che - prosegue la nota - possono certamente essere rese piu' efficienti (permettendo, a esempio, un rapido accertamento dei requisiti che danno diritto all'esenzione), ma non possono tradursi in una compressione del diritto alla protezione dei dati personali. Se si intende mettere a punto un sistema di controllo conforme a quanto disposto dalla normativa sulla protezione dei dati personali - prosegue il Garante - l'unica soluzione corretta e' quella di escludere il trattamento di qualsiasi dato identificativo degli assistiti, costituendo eventualmente un archivio di soli dati anonimi''. Secondo l'Autorita', infatti, ''la garanzia prevista dal legislatore laddove stabilisce che 'al ministero dell'Economia e delle Finanze non e' consentito trattare i dati acquisiti nell'archivio relativo ai codici fiscali degli assistiti' appare, infatti, insufficiente, dal momento che la semplice esistenza di tale archivio conserva, nel sistema, la possibilita' di risalire (a opera di soggetti diversi) dal codice fiscale - e quindi dall'identita' dell'assistito - all'intera sua storia sanitaria, documentata da ricette mediche e prescrizioni specialistiche''.

Il Garante della Privacy ha sottolineato che, ''qualora non si adottasse la soluzione dei dati anonimi, si correrebbe concretamente il rischio di introdurre nel sistema giuridico una disciplina che discriminerebbe i cittadini in base alla possibilita', per quanti possono pagare direttamente i farmaci e le prestazioni specialistiche, di non vedere inseriti i loro dati personali nella banca dati''. Infine, secondo l'Authority, la nuova 'carta sanitaria', aggiungendosi a quelle gia' annunciate o in fase di sperimentazione, ''contribuirebbe alla proliferazione di carte elettroniche della quale il Garante ha piu' volte sottolineato i rischi''.