SANITA': BINDI, MEDICO FAMIGLIA ''PERNO'' NUOVO SSN

(ANSA) - PERUGIA, 26 SET - Il futuro servizio sanitario nazionale immaginato dalla legge delega, ora in discussione in Parlamento, e dal prossimo piano sanitario ''ha il proprio perno nel medico di famiglia'': parole ''rassicuranti'', queste, per la categoria, che il ministro della sanita', Rosy Bindi, ha pronunciato stamani a Perugia, intervenendo al congresso della ''Fimmg'', l'associazione che associa circa 30.000 medici di base. A loro pero' il ministro ha chiesto di ''essere all'altezza della sfida''' che li attende, assicurando innanzi tutto una loro ''corresponsabilita''' nell'uso corretto delle risorse, ''pur non riducendosi al ruolo del medico 'esattore'''. Al ministro il segretario della '''Fimmg'', Mario Falconi, ha sottoposto tutti i ''punti dolenti'' che il sindacato ha ravvisato nella legge delega, puntando nuovamente il dito contro la ''potentissima lobby universitaria'' che - secondo Falconi - sarebbe intervenuta a limitare le possibilita' di affrontare alla radice il problema della disoccupazione medica tramite una razionalizzazione delle iscrizioni. ''Io prima di voi - ha risposto la Bindi - ho parlato di un potere universitario che fa pagare troppi costi alla sanita' italiana. La norma sulla programmazione universitaria l'avevo scritta, ma in Senato e' stata cambiata: noi comunque anno per anno diremo qual e' il fabbisogno effettivo di nuovi medici''. Bindi in sintonia con la ''Fimmg'' anche sulla utilita' di creare ''equipe'' di medici di famiglia che operino sul territorio: ''quando uno sta male di notte - ha osservato - e' meglio sapere chi e' che ti viene a visitare''. E poi quello dell'equipe potrebbe essere un altro dei modi per affrontare il problema disoccupazione: ''da risolvere insieme'', ha ribadito la Bindi, che ha sollecitato ''un patto tra le generazioni'' anche in campo medico. Rassicurando i medici di famiglia anche sul futuro del loro ente previdenziale (''nessuno intende mandarlo a monte'', ha spiegato), il ministro ha detto che pero' ''una soluzione per i disoccupati va trovata''. Infine un passaggio il ministro lo ha riservato ai direttori generali delle aziende sanitarie, annunciando che ''saranno valutati in base agli obiettivi di salute che avranno raggiunto, e non se avranno fatto quadrare i conti''. (ANSA).