PUGLIA; MEDICI DI FAMIGLIA, MENO BUROCRAZIA
(ANSA) - BARI, 4 DIC - I medici di famiglia ''affogano nella burocrazia a discapito della salute dei cittadini''. La denuncia viene dai segretari regionali delle organizzazioni dei medici Cumi, Fimmg e Snami di Puglia, Ludovico Abbaticchio, Filippo Anelli ed Antonio Chiodo, che oggi hanno annunciato una serie di manifestazioni di protesta. I tre rappresentanti sindacali in un incontro con giornalisti hanno rilevato che ''i recenti provvedimenti del Consiglio regionale pugliese e dell' Assessorato alla Sanita' moltiplicano il lavoro burocratico dei medici riducendo la capacita' dell' assistenza primaria''. Un esempio per tutti e' quello - hanno detto - dell' obbligo di denominare ogni esame e visita specialistica prescritta ai pazienti con il proprio codice nonche' di inserire nella scheda di ciascun paziente ogni prescrizione. ''La Regione Puglia - ha sottolineato fra l' altro Abbaticchio - ha posto cosi' le premesse per entrare in collisione con i medici da una parte e i cittadini dall' altra mentre la Puglia si avvia ad essere capofila di una 'sanita' Arlecchino' nell' ambito della devolution''. I medici di famiglia rilevano che i loro ambulatori sono affollati, oltre che dai pazienti, da assistiti che hanno bisogno del rinnovo della prescrizione di farmaci e ausili o della 'trascrizione' delle richieste di indagini diagnostiche volute da altri medici o presidi sanitari. ''E' stato calcolato - hanno precisato - che fino al 50 per cento del tempo di lavoro del medico di medicina generale se ne va in burocrazia prescrittiva o certificativa con la conseguenza di ridurre fra la gente la considerazione e la fiducia nel medico di famiglia''. Sotto accusa in particolare sono i provvedimenti che equiparano i medici ai dipendenti pubblici con incombenze burocratiche di vario genere e quelli che muovono dalla logica 'aprioristica' del risparmio nella Sanita'. ''Tutto questo - lamentano i segretari delle tre organizzazioni di categoria - mentre nella nostra regione mancano i servizi essenziali come il '118', l' assistenza domiciliare e tutta quella serie di servizi che potrebbero servire a rendere gli ospedali meno pieni e piu' funzionali''. Su questi temi i rappresentanti dei medici di famiglia intendono aprire un confronto con l' assessore regionale alla Sanita' ed invitano all' apertura di un ''tavolo di trattativa''.