SANITA': NEL '98 SPESA MEDIA PRO-CAPITE A 229.480 LIRE (+8,9%) IN FORTE CRESCITA SPESA FARMACEUTICA E PER PERSONALE

Roma 25 giu. (Adnkronos Salute) - Nel '98 la spesa media sostenuta dal Servizio sanitario nazionale per ogni cittadino e' stata di 229.480 lire con una crescita rispetto al '97 dell'8,9%. E' quanto emerge dal giudizio sul rendiconto dello Stato predisposto dalla Corte dei Conti. In forte crescita la spesa per il personale e quella farmaceutica. I magistrati contabili puntano il dito contro la inefficacia dei controlli da parte delle regioni ed evidenziano come da cio' derivi per la collettivita' un onere aggiuntivo. Tornando alla spesa pro-capite dal rapporto emerge come essa varia notevolmente da regione a regione: si va dalle 270.000 lire per ogni cittadino della Campania e un livello minimo di 156.000 lire per la provincia di Bolzano. ''Una variabilita' -sottolinea la Corte- che dimostra come vi siano sacche di spreco che richiedono interventi di tipo amministrativo''. Nel '98 -rilevano poi i magistrati contabili- la spesa corrente del servizio sanitario si aggira intorno ai 112.286 miliardi (il dato definitivo non e' ancora disponibile) con una crescita del 3,6% sul '97. Tra le varie regioni comunque non manca chi e' riuscito anche a spendere meno dell'anno prima come il Veneto (-2,32%) 3 il Friuli Venezia Giulia (-1,13%), mentre al vertice degli incrementi si trova la provincia di Bolzano (+13,68%) e la Sicilia (+12,04%). All'interno dei vari comparti la voce di spesa piu' consistente resta quella per il personale che ha assorbito il 47.516 mld pari al 42,4% del totale delle spese con una crescita rispetto al '97 dell'11.04%. In forte crescita anche la spesa farmaceutica il cui aumento stimato e' del 10,33%. Una crescita della spesa accompagnata e alimentata, ad avviso dei giudici contabili, dalle inefficienze e insufficienze delle Regioni: ''tutte le regioni -sottolineano- hanno chiuso la loro gestione in disavanzo rispetto alle assegnazioni, con uno scarto medio nazionale del 6,9%. Alle stesse regioni va imputato il minor numero ed efficacia delle verifiche effettuate negli ultimi tempi a seguito di una sostanziale disattivazione dei controlli ispettivi ad esse istituzionalmente attribuiti''. In particolare, sottolinea la Corte, ''notevoli aggravi di bilancio sono attribuibili alla mancata effettuazione di controlli nella spesa farmaceutica, sulle autocertificazioni concernenti le esenzioni del pagamento dei tickets, sulle prestazioni sanitarie in convenzione e in special modo su quelle di carattere ospedaliero erogate dalle case di cura private''. A tutto cio' va ad aggiungersi, sempre ad avviso dei magistrati contabili, il pagamento di cospicue spese legali, le spese per risarcimenti, gli interessi di mora, e i costi per il mancato utilizzo di attrezzature per carenza di personale specializzato o per mancati interventi di manutenzione che hanno determinato ricorsi a strutture convenzionate. ''Per tutte queste ed altre procedure da ritenere illegittime gli enti del sistema sanitario -rileva la Corte- hanno sostenuto un onere maggiore del dovuto''.
(Adnk/Adnkronos Salute) 25-GIU-99 17:07