REGIONE CALABRIA : 17 MILA ASSISTITI DECEDUTI, MA LA REGIONE PAGAVA LO STESSO
ASSISTITI FANTASMA; FIMMG, LE VITTIME SONO I MEDICI
(ANSA) - ROMA, 22 GIU - Medici di famiglia indignati, vittime di un sistema amministrativo che non funziona che potrebbe decollare grazie all'informatica: Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il sindacato autonomo dei medici di famiglia, si sente offeso per questa ennesima notizia che pone la categoria al centro di un nuovo scandalo ai danni del servizio sanitario nazionale. Falconi, commentando i 17 mila assistiti deceduti per i quali la regione Calabria ha continuato ad erogare ai medici di base le quote di assistenza per ben sette anni, ha spiegato che ora a pagare saranno solo i medici. Le Asl sono obbligate a riferire, ogni mese, l'aggiornamento dell'elenco dei pazienti da assistere. ''Ora i medici di famiglia, giustamente, saranno costretti a restituire le quote che hanno ricevuto in questi anni per l'assistenza ai morti, ma non potranno recuperare nulla perche' in questo modo, tenendo nelle proprie liste pazienti morti, non hanno potuto accettare altri pazienti''. La soluzione, per Falconi, e' a portata di mano: inserire tutti i dati in un sistema informatico a rete che renda utilizzabili e confrontabili i dati delle diverse amministrazioni.
IL FATTO : 17 MILA ASSISTITI DECEDUTI PAGATI DALLA REGIONE
(ANSA) - CATANZARO, 22 GIU - Dal 1990 al 1997 la Regione Calabria ha continuato ad erogare ai medici di base le quote di assistenza anche per 17 mila pazienti nel frattempo deceduti. Il danno che ne e' derivato per l'erario e' stato di cinque miliardi ed ottocento milioni. Il dato e' emerso da un'indagine affidata al Nucleo regionale di polizia tributaria della Guardia di Finanza dal Procuratore regionale della Corte dei conti, Nicola Leone. L'indebita erogazione di somme ai medici di base, malgrado la morte dei loro assistiti, e' derivata dalla mancata cancellazione dei pazienti deceduti dall'Archivio regionale della popolazione assistita. Secondo quanto si e' appreso, la gestione dell'archivio compete all'assessorato alla Sanita' della Regione, cui, pero', le morti di pazienti devono essere segnalate dalle singole Asl. L'indagine delle ''fiamme gialle'' ha preso avvio da un accertamento sull'Asl n. 8 di Vibo Valentia ed e' stata poi estesa alle altre dieci aziende sanitarie della Calabria. I risultati cui e' giunta la Guardia di Finanza sono emersi, in particolare, da un raffronto tra i dati relativi ai decessi rilevati dagli archivi anagrafici dei singoli Comuni e quelli contenuti nell'Archivio regionale della popolazione assistita. Secondo quanto ha riferito successivamente la Guardia di Finanza, le persone decedute tra il 1990 ed il 1997 e non cancellate dall'Archivio regionale della popolazione assistita sono, esattamente, 17.318 e la somma indebitamente erogata ai medici di base e' di 5 miliardi e 788 milioni. Stando a quanto si e' appreso, inoltre, l'indagine delle ''fiamme gialle'' non presenta, al momento, aspetti di natura penale. Sara' il Procuratore regionale della Corte dei conti, se ravvisera' l'eventuale sussistenza di reati penali connessi all'indagine, a trasmettere il relativo incartamento alla Procura della Repubblica del Tribunale di Catanzaro. Il direttore generale dell'Asl n.8 di Vibo Valentia, Michelangelo Lupoi, in una dichiarazione, ha precisato che l'indagine della Guardia di Finanza ha preso avvio da una segnalazione rivolta ai carabinieri ed al procuratore regionale della Corte dei conti dallo stesso ente sanitario vibonese. ''Nell'immediatezza del mio insediamento alla guida dell'Asl n.8 - ha detto Lupoi - avvertii l'esigenza di effettuare una ricognizione generale sullo stato di salute dell'Azienda. Fu cosi' che ebbi modo di scoprire l'esistenza di un elenco di 'assistiti morti'. Investii del problema i carabinieri ed il Procuratore regionale della Corte dei Conti, col quale una delegazione del 'management' dell'azienda ebbe anche un incontro''. ''Ci siamo preoccupati inoltre - ha aggiunto Lupoi - di chiedere al Centro elaborazione dati dell'assessorato regionale alla Sanita' l'archivio degli assistiti dell'Asl vibonese ed abbiamo cosi' provveduto ad eliminare dagli elenchi degli assistiti le persone decedute. Abbiamo inoltre fornito alla Guardia di Finanza tutto il supporto necessario per soddisfare ogni esigenza d'indagine''. Sulla vicenda e' intervenuto anche l'assessore regionale alla Sanita', Pietro Aiello, il quale ha precisato che ''tra i compiti conferiti dalla normativa vigente all'assessorato alla Sanita' non c'e' quello di detenere l'archivio regionale della popolazione assistita, che tocca alle Aziende sanitarie locali. Le stesse aziende sono anche tenute ad aggiornare gli archivi utilizzando le informazioni anagrafiche dei Comuni. Per facilitare il compito delle Aziende sanitarie, l'elenco degli assistiti che riguarda le scelte e le revoche del medico di base, viene aggiornato, tramite la struttura informatica dell'Assessorato regionale alla Sanita', semestralmente e sempre a seguito delle variazioni comunicate dalla Aziende sanitarie competenti per territorio. Alle stesse aziende sanitarie, inoltre, compete l'onere dell'erogazione degli stipendi ai medici di medicina generale in relazione al numero dei loro assistiti''.
LA REGIONE APRE UN INCHIESTA
(ANSA) - CATANZARO, 22 GIU - L'assessore alla Sanita' della Regione Calabria, Pietro Aiello, con una dichiarazione, ha reso noto di avere istituito una Commissione d'inchiesta ''per verificare se ci sono state omissioni, imperizie o negligenze, ed a quale livello, in relazione a quanto sarebbe emerso dall'indagine della Guardia di Finanza sull'erogazione ai medici di base di quote di assistenza per pazienti deceduti''. Aiello, nella dichiarazione, ha espresso ''disappunto ed indignazione per quanto e' accaduto'', sostenendo che ''e' necessario fare piena luce sull'accaduto, evitando pero' di creare 'falsi colpevoli'. La Calabria non puo' assolutamente permettersi lo spreco di risorse che, se risparmiate, potrebbero essere reinvestite per migliorare l'assistenza''.