CENSIS: ITALIANI PER RUOLO ATTIVO IN DECISIONI CURE
(ANSA) - ROMA, 7 LUG - Gli italiani? Sono sempre piu' consapevoli ed informati in materia sanitaria e, soprattutto, chiedono di avere un ruolo 'attivo' in collaborazione col medico nel decidere le cure per la propria salute. L'istantanea del 'nuovo' paziente alle soglie del 2000 e' scattata dal Censis. Il 56% del campione intervistato chiede dunque di partecipare alle decisioni di cura, almeno 'in parte', in caso di malattie gravi, il 63% auspica una decisione condivisa medico-paziente e il 37% ritiene che a decidere debba essere il paziente per i disturbi piu' lievi. A voler essere piu' 'autonomi' sono soprattutto i giovani, mentre oltre il 26% degli ultra64enni e il 25% delle persone con la sola licenza elementare ritiene che il paziente non debba avere alcun ruolo nelle decisioni in caso di malattia. Italiani piu' consapevoli dunque, ma questo non intacca il loro livello di fiducia nel medico di famiglia, che resta il referente esclusivo per le decisioni importanti secondo il 65% degli intervistati. I giovani, soprattutto i laureati, preferiscono invece consultare direttamente lo specialista (30%). E il medico resta, per gli italiani, anche la principale fonte informativa: ha fiducia in lui il 65% del campione con una quota che sfiora l'84% per gli specialisti. Solo il 15% dichiara di fidarsi della stampa, il 20% di radio e Tv, il 13% di amici e parenti. Degno di fiducia, quanto ad informazioni erogate, e' infine il farmacista per il 43% del campione.
E' di nuovo in crescita la spesa sanitaria pubblica in Italia, mentre si registra un 'avvicinamento' tra spesa pubblica e privata pro capite. In base ai dati dell'indagine Censis-Forum per la ricerca biomedica, risulta infatti come dal 1995 la spesa sanitaria abbia subito un aumento passando da 88.997 miliardi di lire a 107.291 nel '98. L'incremento sarebbe dovuto a un aumento medio annuo del 9,9% della spesa per l'assistenza farmaceutica, passata da 9.670 a 12.833 miliardi dal '95 al '98. La spesa pubblica per prestazioni sanitarie ha fatto registrare, da parte sua, un trend crescente passando da 73.916 miliardi (1990) a 103.235 miliardi (1998). L'indagine evidenzia inoltre l'avvicinamento tra spesa pubblica e privata pro capite: si e' infatti passati da 266.000 a 229.000 lire per la spesa pubblica e da 86.000 a 212.000 per quella privata, portando cosi' al 48,0% l'incidenza di quest'ultima sulla spesa farmaceutica globale. Nel confronto internazionale, l'Italia si trova al quinto posto per livello di spesa globale pro capite con 441.252 lire, preceduta da Francia (703.614 lire), Germania (608.364 lire), Belgio (585.508) e Gran Bretagna (471.522). All'ultimo posto della graduatoria si colloca invece la Grecia, con 233.150 lire.
Quasi la meta' degli italiani (48,5%) afferma di non essere informata sulle biotecnologie, il 27,8% pensa che comportino benefici per la salute e il benessere dei cittadini, mentre il 23,8% le considera un rischio. Sono i giovani e i laureati a disporre di maggiori informazioni e a dichiararsi piu' convinti che le biotecnologie avranno un impatto positivo sui cittadini. Il dato emerge dall'indagine Censis-Forum per la ricerca biomedica, che lanciano l''allarme': ''Le biotecnologie - affermano i curatori della ricerca - costituiscono un'opportunita' di sviluppo che l'Italia sta rischiando di perdere''. Ed i numeri sono piu' che eloquenti: secondo le proiezioni, in Europa il settore creera' entro il 2005 posti di lavoro altamente qualificati per almeno 1.500.000 persone (circa 35.000 in Italia), in prevalenza giovani e, sempre per il 2005, si prevde un fatturato mondiale intorno ai 250 mila miliardi di lire, pari a piu' di 5 volte quello del '97. Ma l'Italia, sottolinea l'indagine, e' in netto ritardo. Nel '97 sono state censite nel Belpaese 240 imprese operanti nel settore delle biotecnologie, per un fatturato pari a 1.900 miliardi (5% del fatturato mondiale), mentre la spesa per ricerca del settore biotecnologico sostenuta dalle industrie italiane e' pari all'1% della spesa totale a livello mondiale.