PER I MEDICI DEBUTTA L'AGGIORNAMENTO A PUNTI

IL SOLE 24 ORE giovedì 23 novembre 2000

ROMA Partirà da gennaio per tutti i medici l’aggiornamento continuo "a punti". Di crediti formativi — così si chiamano i bollini blu delle professioni sanitarie — ce ne vorranno almeno 150 in tre anni (da un minimo di 20 a un massimo di 80 l’anno). Per i primi sei mesi il meccanismo sarà solo sperimentale e non darà, quindi, un punteggio valido, ma dal 1° luglio 2001 diverrà obbligatorio e verrà esteso a tutte le professioni sanitarie, laureate e non. Durante la sperimentazione, gli interessati potranno suggerire miglioramenti al ministero che, intanto, metterà a punto il meccanismo per valutare anche gli eventi svolti all’estero e realizzare una rete telematica di aggiornamento interregionale.
Per chi non si aggiornerà non è prevista, per ora, una specifica sanzione, ma già i contratti legano una serie di indennità alla formazione continua e i liberi professionisti, per ottenere l’accreditamento con il Ssn, devono dimostrare di aver guadagnato i crediti necessari. Con i prossimi contratti, poi, arriveranno previsioni più rigide e poiché aggiornarsi costa, sono già allo studio sgravi fiscali delle spese sostenute dai professionisti per rispettare il nuovo ”obbligo”.
Già da oggi, invece, chi vorrà organizzare fin da gennaio corsi, congressi o attività formative in genere (Regioni, associazioni, società scientifiche ecc.) dovrà accreditare on line l’evento. Per farlo, basterà un “clic” sul sito del ministero della Sanità (www.sanita.it) sul quale si trovano le nuove regole e tutta la modulistica necessaria a far valutare l’attività formativa dall’apposita commissione nazionale. Il via all’operazione “Ecm” (Educazione continua in medicina) l’ha dato ieri il ministro della Sanità, Umberto Veronesi. «La nostra è stata un’azione rapidissima — ha commentato — e in pochi mesi abbiamo realizzato quello che all’estero ha richiesto anni di preparazione».
L’accreditamento delle attività di aggiornamento avverrà unicamente via Internet e il loro svolgimento potrà essere sia residenziale, sia telematico. L’attività formativa interessa, a regime, oltre 700mila operatori e le previsioni sono che rispetto alle circa 4.500 manifestazioni organizzate oggi in Italia, si arriverà a 8-10mila, grazie alla possibilità di evitare, con il computer, il tradizionale "pendolarismo formativo".
I professionisti guadagneranno crediti formativi in base al tipo e alla qualità dell’evento. La valutazione toccherà alla commissione presieduta da Veronesi e di cui fanno parte i rappresentanti dell’Università, degli Ordini e delle Regioni e che si baserà non sulla durata del corso, ma sulla sua tipologia formativa. Un congresso organizzato solo con lezioni e conferenze, darà un punteggio più basso di un altro evento nel quale siano previste attività pratiche o, meglio, una valutazione finale.
E ad assicurare che non si dia spazio alla prassi del «tutti ai congressi per conquistare crediti» sono già scese in campo le organizzazioni professionali dei medici. L’Anaao ha subito "risposto" alla presentazione dell’Ecm, garantendo che «vigilerà sulle integrazioni al lavoro della Commissione» per assicurare ai medici un aggiornamento, che «accresca realmente qualità ed efficacia delle cure sanitarie».