GOVERNO: D'ALEMA AL QUIRINALE, SI DIMETTE; OGGI CONSULTAZIONI
(ANSA) - ROMA, 19
DIC - Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si e' riservato di
decidere sulle dimissioni rassegnate dal presidente del Consiglio Massimo D'Alema,
al termine del dibattito parlamentare di sabato. Ciampi comincera' le
consultazioni questa mattina alle 8,45, sentendo i presidenti delle Camere, e le
concludera' lunedi' pomeriggio con l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi
Scalfaro. Le sette componenti della maggioranza, Trifoglio escluso quindi, hanno
deciso di presentarsi a Ciampi con una delegazione unica.
Dopo il colloquio con il presidente Ciampi, ieri sera D'Alema ha detto: ''Adesso
c'e' in me la speranza, anzi, la convinzione che le forze del centrosinistra
sapranno ritrovare la via della collaborazione''.
Durante il suo intervento di ieri pomeriggio alla Camera sulla verifica
politica, il presidente del Consiglio aveva detto: ''Non e' che leggi e governi
possano basarsi su voti comprati''. Secondo D'Alema gli episodi di questo genere
devono essere censurati e iresponsabili colpiti. Il premier aveva auspicato la
nascita di un esecutivo rinnovato, nello spirito dell'Ulivo, con una coalizione
che non deve apparire come un incontro momentaneo tra le forze politiche che vi
partecipano, ma come un progetto di governo per l'oggi e per ''il futuro
dell'Italia''. D'Alema si e' detto contrario allo ''scioglimento traumatico
della legislatura'' e convinto della necessita' di un sistema elettorale
maggioritario.
Il presidente del Consiglio aveva inoltre detto che sarebbe utile istituire un
comitato di saggi ''che possa preparare per il Parlamento un rapporto ragionato
sulle vicende del finanziamento dei partiti e sul rapporto tra politica e
affari''.
Il dibattito alla Camera, avvenuto dopo che il premier aveva ripetuto al Senato
il discorso di Montecitorio con alcune aggiunte, ha visto interventi molto duri,
non solo del Polo. Berlusconi ha chiesto di tornare alle urne per ritrovarela
democrazia. Fini ha accusato D'Alema di essere di fatto un ''ricettatore di
voti''. L'apertura della crisi e' stata invocata da Enrico Boselli: ''Il
chiarimento radicale da lei auspicato - ha detto a D'Alema - non puo' che
passare attraverso la crisi formale''.
Dopo la conclusione degli interventi dei leader di tutti i gruppi alla Camera,
Massimo D'Alema ha sottolineato che dal dibattito e' emersa la volonta' della
maggioranza di rilanciare l'azione del centrosinistra. Poi dopo un breve
Consiglio dei Ministri e' salito al Quirinale per rassegnare le dimissioni del
governo. (ANSA).