Alesandria
15/12/2002: Sono disponibili i dati definitivi relativi al progetto sperimentale
riguardante la disponibilità telefonica dei medici di famiglia dell’Azienda
USL 22 Piemonte (Novi Ligure, Ovada, Acqui Terme), che ha visto un’adesione di
circa l’88% dei medici, e cioè di 100 medici sui 114 totali.
Tale
“disponibilità” consisteva nella possibilità da parte dell’assistito di
poter parlare direttamente con il proprio medico per 10 ore al giorno e per
cinque giorni alla settimana (più il sabato dalle ore 8 alle ore 10), senza che
questo comportasse l’obbligo di una successiva visita domiciliare, la cui
effettiva necessità veniva valutata caso per caso dal medico stesso. A fronte
di tale disponibilità gli aderenti hanno ricevuto dall’Azienda
un compenso forfettario mensile di 0.52 Euro per ciascun assistibile in carico.
Lo
scopo dell’Accordo stipulato tra la Dirigenza dell’ASL 22 e la FIMMG di
Alessandria era quello di migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie,
mirando ad un utilizzo appropriato di tutte le risorse disponibili e creando nel
territorio le opportunità per soddisfare la maggior parte dei bisogni del
cittadino.
Dopo i sei mesi di sperimentazione previsti dall’Accordo, i rappresentanti sindacali della FIMMG ed i dirigenti dell’Azienda si sono incontrati il 13 dicembre per tracciare un bilancio dell’esperienza, rivelatosi decisamente positivo.
Nel
periodo della sperimentazione (1 giugno – 30 novembre 2002) vi è stata
infatti una diminuzione dell’11,5% degli accessi impropri al Pronto Soccorso
nei tre ospedali locali, una diminuzione del 15% dei ricoveri ordinari ed una
diminuzione globale dell’1,8% della spesa farmaceutica, la quale si è
attestata in media sul - 5% in tre dei quattro distretti dell’Azienda.
Purtroppo alcune situazioni contingenti (prime fra tutti l’induzione di spesa
esercitata da alcuni specialisti ed il ritardo nella distribuzione diretta dei
farmaci appartenenti alla Nota 37) non hanno permesso ai medici del distretto di
Acqui Terme di raggiungere gli stessi risultati lusinghieri ottenuti ad Arquata
Scrivia (- 5,9%), Novi Ligure (- 5,6%) ed Ovada (- 4,1%), facendo aumentare la
spesa farmaceutica del 6,2% (in
questo distretto circa il 3% dell’aumento era costituito solo da farmaci per
la cura dell’emofilia e dagli antitumorali).
“La sperimentazione – afferma il Dr. Federico Torregiani della FIMMG di Alessandria – ha raccolto un elevato gradimento da parte dei cittadini a causa della maggior disponibilità del loro medico, con rafforzamento del già esistente rapporto fiduciario; ha permesso inoltre un’omogeneizzazione dell’attività lavorativa del medico di famiglia, che si è accompagnata ad una diminuzione di circa il 5-10% del numero di visite domiciliari, poiché la possibilità di parlare direttamente con l’assistito ha permesso di ridurre drasticamente il numero di richieste “incongrue” relativamente ai dettami convenzionali”.
Questa iniziativa – afferma il Dr. Mauro Tinella, Direttore Sanitario dell’Azienda - vuole ribadire una volta di più la centralità del medico di famiglia all’interno del Servizio Sanitario; gli assistiti devono imparare che è attraverso la “porta” del medico di famiglia che si entra in contatto con il complesso mondo della Sanità”.
“Nella nostra Azienda - continua il Dr. Torregiani – abbiamo potuto dimostrare come, scommettendo sui medici di famiglia e sul loro ormai noto senso di responsabilità, si possa ottenere una razionalizzazione delle risorse esistenti senza gravare, come spesso avviene, sulle tasche dei cittadini ed a detrimento dei loro bisogni di salute, ma migliorando al contrario l’efficienza del nostro Servizio Sanitario Nazionale”.
Dati i risultati estremamente lusinghieri, la dirigenza dell’Azienda 22 Piemonte ha pertanto deciso di continuare a mantenere attivo l’Accordo fino al 28 febbraio 2003 in regime di prorogatio, per dare il tempo ad una commissione tecnica composta da funzionari aziendali e da rappresentanti della FIMMG di sottoscrivere un accordo più vasto e duraturo comprendente, oltre all’ormai sperimentata disponibilità telefonica, altre forme di progettualità territoriale, tra cui il rinnovo da parte dei medici di famiglia di alcune esenzioni per patologia, l’introduzione del budget di distretto e la sperimentazione di forme di continuità assistenziale svolte dai medici di famiglia nelle zone più disagiate del territorio aziendale.