APPROVATO DALLA FNOM IL NUOVO CODICE DEONTOLOGICO

(ANSA) - MONTECATINI TERME (PISTOIA), 3 OTT - Il paziente D'ora in poi sarà chiamato 'persona assistita'', o meglio ancora ''cittadino''. A tutela della privacy, ma anche di un nuovo rapporto, più corretto, tra i professionisti della medicina ed i loro clienti. Comincia dalle piccole cose, la rivoluzione del codice deontologico approvata oggi a Montecatini dalla federazione Nazionale degli ordini dei Medici e dei chirurghi (Fnom). Piccole forse, ma essenziali, perché l'organismo ufficiale dei medici ha deciso di dire basta anche all'eccessiva pubblicità: tutte le informazioni provenienti da un medico, da oggi in poi, dovranno essere sottoposte all'approvazione dell'Ordine. Come dire basta all'eccessivo protagonismo, anche se rimane la possibilità ''di informare giornali, riviste e televisioni con interviste o servizi su quanto e' disponibile in campo medico''. Il codice, vero e proprio strumento di autoregolamentazione della professione del rispetto dei diritti del malato, sostituisce quello del '95, ma dovrà essere oraapprovato dal Comitato centrale della federazione. Tanti i punti fondamentali della piccola rivoluzione: il medico, per esempio, dovrà farsi carico anche della generale necessita' di risparmio facendo attenzione a non prescrivere farmaci o terapie o accertamenti troppo costosi, quando non siano strettamente necessari. Nei 79 articoli del nuovo codice (qualcuno in meno rispetto al passato) e' stata introdotta la possibilità per il medico, in caso di direttive lasciate dal suo assistito, di non insistere con cure che non abbiano effetti sul miglioramento delle condizioni del paziente. Un passo coraggioso, anche se rimane il divieto ''assoluto'' dell'eutanasia a alla quale, e' stato sottolineato, un medico non può mai dare la sua partecipazione. Vietate, ai medici italiani, anche le cosiddette 'mutilazioni rituali', come l'infibulazione per le bambine, o altre pratiche che ledano l'integrità psico-fisica del soggetto. Uno degli articoli del nuovo codice prevede inoltre il ''divieto assoluto per il medico di ricorrere a terapie di non provata efficacia''.