FINANZIARIA:SANITA';PIU' TAGLI FARMACI,VIA TASSA MEDICI
ANSA (ANSA) - ROMA, 8 NOV - L'Aula di Montecitorio colpisce con la finanziaria le aziende farmaceutiche e toglie ai medici la possibilità di una tassa di 5000 euro l'anno per svolgere la libera professione. Si conclude così la giornata di lavori per la Finanziaria che ha chiuso il capitolo della sanità, piena di colpi di scena. Il governo è stato battuto con 6 voti di differenza (177 contro 171) sul sub-emendamento presentato da Rosy Bindi che di fatto, ha escluso la 'tassa' di 5.000 euro che i medici intenzionati ad operare extra-moenia avrebbero dovuto pagare, in base all'emendamento Alfano. In questo modo è venuta a mancare la copertura per finanziare i medici che scelgono l' 'intra-moenia'. L'approvazione ha costretto al ritiro dell'emendamento della maggioranza che ha così messo per ora la parola fine alla 'controriforma' sul regime di lavoro dei camici bianchi. Ma l'aula ha anche dato il via libera ad un taglio più aspro del previsto per i prezzi dei farmaci decurtati dal primo gennaio del 7% invece del previsto 5%. Amareggiato il presidente di Farmindustria Gian Pietro Leoni si è detto senza parole: "non se può proprio più". "Come si fa ad investire a queste condizioni?" si è chiesto Leoni. "Tutto questo non è più accettabile ogni forma che c'é un problema di copertura finanziaria si interviene tagliando il prezzo dei farmaci. Sembra una persecuzione e noi non possiamo riuscire a tenere il passo a questa politica. E qualcuno ha anche il coraggio di dire che Farmindustria è d'accordo con queste misure: ma di quale Farmindustria stanno parlando? E tutto questo avviene senza alcun quadro di riferimento, in modo schizofrenico". Per i farmacisti si eliminano gli aumenti di sconto previsti dalla Finanziaria per i farmaci con prezzo fino a 103,29 euro (200.000 lire); mentre ad una nuova fascia di farmaci il cui prezzo è superiore a 154.94 euro (300.000 lire) si applica uno sconto del 19%. Infine i parlamentari hanno approvato due emendamenti dei verdi sull'omeopatia. Il primo emendamento proroga dal 2008 la scadenza per l'autorizzazione provvisoria alla vendita dei prodotti omeopatici, circa 30.000, presenti in Italia. Tutti i prodotti omeopatici oggi in commercio saranno dunque disponibili per altri sei anni, lasciando al ministero tutto il tempo per elaborare una normativa specifica per il settore. E' previsto anche un contributo allo Stato da parte delle imprese di circa 700.000 euro a titolo di anticipo per le autorizzazioni. Il secondo emendamento permette di esentare i farmaci omeopatici dalla norma sul bollino, particolarmente onerosa per le piccole confezioni e permette di ampliare la gamma dei prodotti derivanti da quelli oggi in commercio. Capitolo chiuso per la sanità con l'approvazione della Camera anche dell' articolo 35 sugli incentivi per le aziende farmaceutiche. Si introduce il 'prezzo di premio' per quelle industrie che investono in ricerca sul territorio nazionale per i medicinali innovativi, registrati con procedura centralizzata. (ANSA).