FINANZIARIA: SANITA': VIA TICKET FISSI E PREZZI FARMACI RIDOTTI

(ANSA) - ROMA, 25 SET - Via, fino all'entrata in vigore del sanitomentro, dei ticket fisso di 6.000 lire per ricetta per le la diagnostica strumentale e di laboratorio e per le prestazioni specilistiche.
Ammonterebbe, secondo una prima stima a 400/450 miliardi la spesa che lo stato dovra' sostenere abolendo i ticket fissi di 6.000 lire sulla prestazioni diagnostiche e di laboratorio e la specialistica, misura che riguarda 21 milioni di esenti. Per queste due specialita', e' piu' precisamente per le visite specialistiche all'interno del servizio pubblico e per le analisi diagnostiche e di laboratorio e le visite specialistiche ambulatoriali, gli esenti debbono pagare solo 6 mila lire. Per l'assistenza specialistica le norme in vigore, che pero' saranno cambiate (come per tutti i ticket) entro il 2.000 con l'introduzione della riforma del sanitometro, i bambini sotto i 6 anni e gli anziani sopara i 65 con un reddito familiare fino a 70 milioni l'anno devono pagare un ticket fisso sulla ricetta di 6.000 lire a prestazione. Invalidi e alcune categorie sociali sono invece esenti. Per l'assistenza diagnostica, invece il ticket varia dalle 5 alle 70 mila lire a seconda dell'esame. Pero' coloro che soffrono di alcune patologie (la lista e' stata allargata proprio ieri) pagano solo il ticket, ora abolito, di 6.000 lire. Anche in questo caso l'esenzione e' totale per gli invalidi di guerra e civili e gli invalidi al 100%.
Diminuira' del 20% il prezzo della maggior parte dei farmaci in commercio, quelli che non hanno mai goduto di tutela brevettuale (entrati in commercio prima del 1978 e che rappresentano il 70% del totale delle specialita' disponibili).
Parte inoltre un nuovo meccanismo di controllo e di monitoraggio della spesa farmaceutica (il tetto previsto dalla finanziaria di quest'anno resta a 11.451 miliardi piu' un incremento massimo del 10%) che come lo scorso anno, con qualche modifica, dovra' essere riequilibrata anche con un contributo di aziende, distributori e farmacisti. Sono queste le norme contenute nella bozza di collegato alla finanziaria appena varata.
Oltre all'abolizione dei ticket fissi di 6.000 lire per gli esenti, il testo dedica un comma alla spesa farmaceutica. Le eccedenze di spesa verranno calcolate al netto dell'Iva sulla base dei dati che le regioni e le province autonome trasmetteranno all'agenzia per i servizi regionali entro febbraio prossimo. In caso di sfondamento del tetto i produttori, distributori e farmacisti sono tenuti a pagare, entro il 30 giugno un contributo. Per i produttori questo e' calcolato, per il 50%, ''in ragione del fatturato di ciascuna impresa'' rapportato al fatturato nazionale e per il restante 50% ''in ragione dell'eccedenza di spesa calcolata per classe terapeutica omogenea. Per i distributori e i farmacisti il contributo sara' calcolato in base al fatturato di ciascuna impresa o farmacia rapportato al fatturato regionale, per le farmacie, e al fatturato nazionale per i distributori. Entro il 30 aprile le associazioni di categoria dovranno presentare al dipartimento farmaci del ministero un prospetto con le quote di contributo che spettano ad ogni impresa o farmaci. I farmaci iniettabili antiblastici saranno erogati a carico del servizio pubblico solo nelle strutture ospedaliere, in quelle accreditate, in regime di day-hospital o assistenza domiciliare. Presso il ministero della Sanita', infine, sara' istituito l'''osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali. (ANSA).

 

FINANZIARIA I PUNTI SALIENTI

MONITORAGGIO DELLA SPESA. Controlli senza tagli indiscriminati delle risorse e dei servizi e una cooperazione stabile fra Regioni e Governo per monitorare i livelli di assistenza offerti ai cittadini. Sono assicurati tre mila miliardi per il disavanzo 1997. ''Il federalismo fiscale - ha sottolineato il ministero - si realizza sia attraverso un patto di stabilita' con le regioni, che assicuri il controllo della spesa, sia attraverso la garanzia dei livelli uniformi di assistenza su tutto il territorio nazionale con il finanziamento adeguato stabilito dalla quota capitaria definita dal Piano Sanitario nazionale opportunamente corretta per tener conto delle diverse caratteristiche demografiche e socio-sanitarie delle Regioni''. In attesa dell'entrata in regime, nel 2000, del nuovo sistema di partecipazione al costo delle prestazioni che redistribuisce le esenzioni in base alle patologie e al reddito familiare, si abolisce, per chi oggi non paga il ticket, la quota fissa di 6.000 lire per gli esami di diagnostica strumentale e di laboratorio e per le visite specialistiche.

INVESTIMENTI EDILIZIA SANITARIA. Sono stanziati 4.000 miliardi, spendibili subito, per completare gli interventi gia' avviati, rinnovare le tecnologie (con una quota riservata di 500 mld) e rendere piu' sicure le strutture, creare gli spazi per l'effettivo sviluppo dell'attivita' libero-professionale intramuraria.

PIANO STRAORDINARIO GRANDI CITTA'. Un Piano straordinario di interventi per 1.500 miliardi e' destinato a finanziare progetti per centri urbani, con particolare attenzione per le Regioni centro-meridionali. Il progetto prevede la concertazione tra ministero, Regioni e Comuni per individuare gli interventi per sviluppare, anche sperimentando nuovi modelli gestionali, una rete integrata di servizi cittadini e il potenziamento quantitativo e qualitativo delle strutture con particolare attenzione alla ''sicurezza ed umanizzazione'' dell'assistenza. Con il Piano - sottolinea il ministero - ''si intende assicurare livelli uniformi di assistenza a tutto il territorio''.
ATTIVITA' PRIVATA :I medici del Servizio sanitario (Ssn) che scelgono l'attivita' privata fuori dall'azienda sanitaria escono parzialmente dal sistema pubblico, cambiando il loro rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time. Si tratta di uno dei provvedimenti, sottolinea il ministero della Sanita', previsti dalla Finanziaria '99 per il settore. I risparmi per il Ssn derivanti dalla misura, rileva il ministero, sono di circa 1.300 miliardi e ''serviranno a finanziare contratti a tempo determinato per nuovi medici, favorire l'occupazione nel settore, sviluppare l'attivita' libero-professionale attraverso piani di attivita' concordati con l'azienda per l'abbattimento dei tempi di attesa cosi' come previsto dal cosiddetto 'Sanitometro', integrare gli stipendi di chi ha optato per l'attivita' intramuraria''. Gli incentivi hanno l'obiettivo, afferma il ministero, di creare le condizioni perche' la scelta del medico a favore della struttura pubblica permetta l'effettivo esercizio della libera professione intramuraria, mentre negli ospedali si avvia la transizione verso l'esclusivita' del rapporto di lavoro armonizzando le attuali norme sul personale della dirigenza sanitaria con quelle previste dalla recente riforma Bassanini.