FUMO: VIZIO PER 26% MEDICI DI FAMIGLIA E 25% OSPEDALIERI I RISULTATI DI 2 RICERCHE FIMMG E AIPO

Roma, (Adnkronos Salute) - Ha il vizio del fumo il 26% dei medici di famiglia italiani. Uno su 4 confessa di accendersi la sigaretta, senza problemi, davanti ai propri pazienti. Fumatore anche il 25% dei camici bianchi ospedalieri. Fra medici, infermieri e personale vario, le sigarette sono un'abitudine per il 32% degli operatori ospedalieri. Il 77% di loro fuma in corsia, ignorando i cartelli 'no smoking'. Questi i risultati di due indagini realizzate da Directa per l'Associazione pneumologi ospedalieri (Aipo) e la Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) e presentate nel corso di una conferenza stampa congiunta Aipo, Fimmg e Federfarma. Tra i medici di famiglia, il 26% è attualmente fumatore e un'analoga percentuale lo è stata in passato. E se un camice bianco su 2 è convinto di essere un 'modello' per i propri pazienti, 1 su quattro non esita poi a fumare anche in loro presenza. I medici di base si rivelano poco attivi sul fronte prevenzione. A fronte di un 6% che ignora il problema, il 54% affronta l'argomento fumo con i propri assistiti, ma solo il 37% afferma di raccogliere in modo particolareggiato informazioni sul loro consumo di tabacco. "Preparare i medici ad un nuovo approccio con chi fuma e ad essere interlocutori credibili per quanti vogliono smettere, affinando gli strumenti di diagnosi della dipendenza da nicotina - afferma Fiorenzo Corti, coordinatore nazionale del Progetto fumo della Fimmg - è l'obiettivo dei corsi di formazione attivati in tutt'Italia, che hanno già 'addestrato' 300 camici bianchi e ne coinvolgeranno almeno 600 entro la fine dell'anno". Secondo l'altra ricerca, condotta in 60 ospedali italiani, la diffusione del fumo fra il personale è superiore alla media della popolazione italiana (28%). In un quinto delle nostre strutture sanitarie, dunque, non si promuove un monitoraggio sull'abitudine al fumo di personale e pazienti. Eppure, l'82% degli operatori è favorevole a bandire le sigarette dalle corsie e il 52% le proibirebbe anche nei locali pubblici. Insufficiente si rivela, inoltre, l'opera di sensibilizzazione svolta da medici ospedalieri e infermieri sui pazienti: il 23% non affronta con loro il problema fumo, mentre il 26% consiglia di smettere solo in presenza di malattie collegate al tabacco. Via le sigarette da reparti e corsie è l'obiettivo dell'iniziativa 'Ospedali senza fumo', promossa dall'Aipo, che mette in rete 60 ospedali italiani in cui verrà fatto rispettare il divieto di fumo. Per chi con le "bionde" vuol farla finita, le "maggiori probabilità di successo - spiega Karl Olof Fagerstroem, psicologo clinico - si ottengono con un terapia sostitutiva a base di nicotina. Una terapia a due fasi: nella prima, grazie a cerotti, spray, gomme e pasticche, l'apporto di nicotina rimane costante, ma senza le sostanze nocive della combustione da tabacco. In seguito, anche la nicotina viene gradualmente eliminata". L'italia, però, occupa l'ultimo posto della classifica europea dei 'pentiti da tabacco': solo il 37% dei nostri connazionali vuole smettere o pensa che lo farà in futuro, contro l'89% dei fumatori svedesi e l'72% di quelli greci. 15-GIU-99 14:35