SE L'INFLUENZA ARRIVA A  PAROLE

Da Il Sole 24 Ore Venerdi 15 Novembre

Se l'influenza arriva a parole
Ogni anno in autunno si alternano certezze e allarmi esagerati per un virus serio ma anche «controllabile» di Lara Ricci

L'influenza? Nessuna paura. Come ogni anno con l'arrivo dei primi freddi si diffondono le cosiddette malattie da raffreddamento, ma prima che queste possano circolare sono precedute da un'altra sindrome, negli ultimi anni sempre più frequente: il panico da influenza. Trasmesso tramite i media e il passaparola anche quest'autunno ha raggiunto dimensioni catastrofiche. Virus killer, morti, pandemia, si salvi chi può. La corsa in massa alle vaccinazioni. E anche quest'anno, come ogni anno con la bella stagione, arriverà la consapevolezza che è stato solo un falso allarme. L'influenza attesa non sarà più terribile di quella dell'anno scorso. «Ci potrebbero essere più malati rispetto ai cinque milioni della passata stagione influenzale - spiega Isabella Donatelli, direttore del reparto Infezioni virali dell'apparato respiratorio dell'Istituto superiore di sanità - a seconda di quale virus prevarrà, ma gli agenti infettivi in arrivo sono, come ogni anno, normali varianti antigeniche minori, peraltro contenute tutte nel vaccino trivalente attualmente in commercio, che quindi sarà pienamente efficace». «Le notizie allarmanti che sono state diffuse nei giorni scorsi - continua Donatelli - sono dovute probabilmente alla sbagliata interpretazione di un congresso che si è tenuto a Malta dove si è ribadita la possibilità del verificarsi, negli anni a venire, di una pandemia influenzale. Una possibilità del tutto teorica, ma che ha fatto sì che molti Stati, tra cui l'Italia, si siano dotati di piani nazionali di intervento e si sia creato un network di sorveglianza mondiale. Un'eventualità che non si verificherà quest'anno, i virus in arrivo sono tutti previsti dal vaccino». Uno dei virus previsti, il virus B Hong Kong, in anticipo di quattro-sei settimane rispetto alle stime, è già stato identificato a Milano. L'ondata epidemica si aspetta per l'inizio di dicembre. Arriverà un'altra spagnola? Non sarà questo dunque l'anno del ritorno di epidemie terribili, come la spagnola del 1918 - che alcuni nonni ancora ricordano con timore - né dell'Asiatica del 1957, e neppure della Hong Kong (nel '68), chiamate "pandemie" perché di portata mondiale (oltre il 50% della popolazione mondiale sì è ammalata nell'arco di 12 anni). «Questi episodi avvengono quando il virus ha delle grosse modifiche nel patrimonio genetico - spiga Donatelli - come nel caso in cui passi dagli animali all'uomo. Quando infatti c'è un salto di specie il virus è sconosciuto alla popolazione umana, che quindi non è protetta, e può circolare con grande facilità». I "serbatoi animali" sono soprattutto uccelli domestici e selvatici. Cosa aspettarsi. I sintomi dell'influenza saranno un picco di febbre alta, che potrà superare i 39 gradi, disturbi alle vie respiratorie (raffreddore, tosse non catarrale), mal di gola, dolori articolari, malessere. «Non sono compresi sintomi a livello gastrointestinale - dice Donatelli - che erroneamente vengono collegati all'influenza ma che dipendono da altri germi». Nei lattanti, in genere, la febbre non si manifesta ma si osservano vomito e diarrea. Anche negli anziani (oltre i 75 anni d'età) la febbre rimane bassa, l'insorgenza dei disturbi è graduale e comporta soprattutto debolezza, dolori articolari e stato confusionale. Chi si deve vaccinare. Come ogni anno il ministero della Sanità raccomanda fortemente la vaccinazione di tutti coloro che appartengono alla fascia d'età maggiore di 64 anni o di coloro che sono in stretto contatto con anziani. Il vaccino, che è consigliabile fare entro la fine di novembre, è raccomandato per tutte le persone a rischio di complicazioni secondarie a causa dell'età o di malattie, come disordini cronici di tipo respiratorio o polmonare (asma compreso), malattie metaboliche croniche (diabete mellito, disfunzioni renali, immunodepressione dovuta o meno ai farmaci, patologie emopoietiche, sindrome da malassorbimento intestinale, fibrosi cistica, malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi) o quando sono previsti interventi chirurgici di una certa entità. Inoltre è fortemente raccomandato per i bambini a partire dai sei mesi e agli adolescenti (fino ai 18 anni) che sono stati sottoposti ad una terapia a lungo termine a base di aspirina (acido salicilico) - perché l'uso di questo farmaco aumenta la probabilità di sviluppare, dopo l'influenza, la sindrome di Reye (encefalopatia acuta con degenerazione grassa del fegato che può colpire bambini dai due mesi ai 15 anni) - per coloro che svolgono funzioni lavorative di primario interesse collettivo o che potrebbero trasmettere l'influenza a persone ad alto rischio di complicanze. Nel caso di malattie autoimmuni, poiché la vaccinazione stimola l'attività immunitaria, è necessario valutare caso per caso l'opportunità di effettuare la vaccinazione che invece non è sconsigliata alle donne in gravidanza o per quelle che stanno allattando le quali, inoltre, sembrano correre un rischio superiore al normale di sviluppare complicanze a seguito dell'influenza. Tuttavia, in linea generale, è consigliabile evitare più possibile i trattamenti farmacologici di qualsiasi tipo durante il primo trimestre di gravidanza. Informazioni più dettagliate si possono trovare anche sul sito dedicato dell'Istituto superiore di sanità www.flu.iss.it o su quello del ministero della Salute www.ministerosalute.it.

Venerdí 15 Novembre 2002