Roma, 13 novembre 2000
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
ON.LE DOTT. GIUSEPPE DEL BARONE
Al Ministro della Sanità
per conoscere - premesso:
che
il più rappresentativo sindacato dei medici convenzionati di
medicina generale, la FIMMG, in data 9/11/2000 segnalava che in data
23/3/2000 la FDA americana aveva pubblicato un documento (Talk Paper)
ove si annunciava che la Jansen Pharmaceutica aveva sospeso le
vendite del Cisapride negli USA perché nel dicembre 1999, la
molecola, era stata associata a 381 crisi di aritmia di cui 80
mortali;
che questo avvenimento aveva avuto ripercussioni sul mercato europeo;
che in Italia in data 7/10/2000 sulla G.U. N°235 veniva pubblicato un decreto che modificava drasticamente le indicazioni della cisapride a: gastroparesi dell'adulto e a malattia del reflusso gastroesofageo nella prima infanzia, assoggettando la prescrizione del farmaco a ricetta non ripetibile rilasciata da centri ospedalieri;
che lo stesso decreto entrerà in vigore dopo sessanta giorni (7/12/2000);
che la CUF sentito il parere espresso dal Commitee for proprietary medicinal products (CPMP), aveva espresso il parere di limitare la prescrizione alle indicazioni e nei modi citati già dal 19-20/7/2000, pur sapendo che i gravi effetti collaterali segnalati dalla ditta produttrice erano, in molti casi, occorsi a pazienti che prendevano altri farmaci o che erano cardiopatici;
Se il Ministro non intenda dare chiara risposta su fatti così riassumibili:
come siano giustificabili tali ritardi in relazione alla presunta pericolosità del farmaco tenendo conto dell'ampia diffusione;
perché non si è provveduto all'immediato ritiro dal commercio dei medicinali a base di cisapride;
con quali criteri i centri ospedalieri accerteranno l'idoneità di un paziente ad assumere la molecola e, comunque, laddove la stessa venisse certificata perché non delegare la prescrizione ai medici di famiglia ed ai pediatri, costringendo di fatto i cittadini ad un ricorso a strutture ospedaliere;
perché non si è provveduto ad informare i medici dei fatti ricordati tenendo conto del conflitto che la negazione del farmaco avrebbe potuto creare con i cittadini.
On.le Giuseppe Del Barone