SANITA': REGIONI PRONTE A 'TAGLIARE' SU MEDICINE ALTERNATIVE
Roma, 22 nov. (Adnkronos Salute) - Medicine
alternative, chirurgia estetica e alcune cure riabilitative potrebbero essere le
prime vittime della 'razionalizzazione' della spesa sanitaria. Ai cittadini
tocchera' pagare le prestazioni considerate 'non essenziali'. E' la rivoluzione
dei livelli essenziali di assistenza (Lea). La conferenza Stato-Regioni ha dato
il via libera allo schema di dpcm sui Lea, una sigla diventata importante nella
sanita' federalista, che indica alle Regioni i servizi 'intoccabili', come una
parte dell'assistenza farmaceutica e ospedaliera, e quelli che invece possono
essere 'tagliati'. Ma saranno le Regioni a decidere le singole applicazioni. Il
provvedimento dovra' ora passare, come dpcm, al Consiglio dei ministri entro il
30 novembre. La scure della 'razionalizzazione' si abbattera', dunque, oltre che
sulle medicine alternative e chirurgia estetica (non conseguente a malattie o
malformazione congenite), anche sulle vaccinazioni per soggiorni all'estero, la
circoncisione rituale maschile e alcune prestazioni di medicina riabilitativa.
Tutte totalmente escluse dai Lea. Giro di vite anche su assistenza
odontoiatrica, densitometria ossea e medicina fisica ambulatoriale, chirurgia
refrattiva che, invece, appartengono ad un secondo elenco e sono incluse nei Lea
solo per specifiche indicazioni cliniche. La Stato-Regioni, dopo le polemiche
dei giorni scorsi, ha 'ripescato' alcuni servizi specifici di riabilitazioni:
laserterapia, elettroterapia antalgica, ultrasuonoterapia e mesoterapia, che
possono essere incluse nell'elenco di ''prestazioni erogabili secondo specifiche
indicazioni cliniche'' su disposizione regionale.
I Lea individuano anche i percorsi terapeutici considerati ''inappropriati'' per
il ricoveri ordinari, come gli interventi sul cristallino e la decompressione
del tunnel carpale.