LIBERA ATTIVITÀ MEDICI BASE; FALCONI, É UNO SCIPPO

(ANSA) - ROMA, 20 MAG - Attività libero professionale anche per i medici di famiglia? Quella che "é sembrata essere una clamorosa novità, in realtà non lo é". A precisare i termini della questione é il segretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg), Mario Falconi. Ma c'é di più: "L'apertura da parte del ministro Bindi - afferma Falconi - sottende, al contrario, uno 'scippo' di competenze già esistenti". Oggi infatti, spiega il segretario Fimmg, i medici di famiglia, la cui attività é regolata da una convenzione nazionale triennale, già effettuano attività privata con alcune prestazioni a pagamento per i propri pazienti, dalla visita specialistica a vari tipi di certificazioni. Ma in cosa consiste lo 'scippo'? l'attuale testo del decreto legislativo di riforma della Sanità, afferma Falconi, "cancella totalmente la possibilità di attività privata, sottraendo al medico di base competenze che ha sempre svolto". Un provvedimento "ingiusto", incalza Falconi: "Se infatti l'obiettivo é quello di trasferire tali competenze ai medici disoccupati, difficilmente sarà centrato, poiché il paziente ricerca il rapporto fiduciario che non troverebbe in un collega 'agli inizi'. Inoltre lo si priverebbe della libertà di scelta". In ogni caso, sottolinea, "la sede per la discussione non può che essere il tavolo di rinnovo delle convenzioni". Ma c'é un altro punto che Falconi contesta: "Il ministro - dice - non ha chiesto la delega per la modifica dell'attività libero professionale dei medici di base. Dunque, il provvedimento rappresenta un 'eccesso di delega'". Cosa chiedono, quindi, i medici di famiglia? "Non un ampliamento delle competenze a pagamento - afferma Falconi - ma il mantenimento di quelle attuali, per garantire una migliore assistenza ai pazienti difendendo al contempo la loro libertà di scelta". Insomma, cio che "é sembrato essere una concessione, una novità - conclude Falconi - in effetti altro non é che uno scippo di competenze dei 55.000 medici di famiglia italiani".