Libere professioni: meno regole, più concorrenza e abolizione delle tariffe minime

Il MESSAGGERO di SABATO 4 LUGLIO 1998


ROMA Prove di concorrenza per i liberi professionisti: varando la legge delega che ora dovrà essere approvata dal Parlamento, il governo ha compiuto il primo passo di quella che potrebbe essere una rivoluzione per molte categorie professionali. Il testo, frutto di una mediazione tra spinte di liberalizzazione e volontà di mantenere alcune delle attuali tutele, contiene novità significative. Resteranno in piedi solo gli Ordini necessari la cui esistenza serve a proteggere diritti dei cittadini: notai, medici e avvocati e altri che però non sono ancora stati precisati. Altre categorie si organizzeranno invece in associazioni non obbligatorie. È garantito il libero accesso con l’esclusione del numero chiuso. Vengono sostanzialmente aboliti i minimi tariffari, e sarà permessa la pubblicità: due misure che dovrebbero favorire la concorrenza. Si prevede anche la costituzione di società miste tra professionisti diversi, con la partecipazione al capitale di soci non professionisti. L’iter della riforma è però lungo: dopo l’approvazione della delega, per cui ha chiesto alle Camere una corsia preferenziale, il governo dovrà mettere a punto decreti di attuazione. E le resistenze non mancano.