PILLOLA: VERONESI, SI' A OBIEZIONE COSCIENZA PER MEDICI
Roma, 3 nov. (Adnkronos Salute) - Se
un medico, consapevolmente e coscientemente, ritiene che la prescrizione della
pillola del giorno dopo possa essere in contrasto con la sua morale, ha il
diritto di non prescriverla. Uno Stato non puo' imporre la propria etica a tutti
i cittadini. Ad aprire all'obiezione di coscienza per i medici e' il ministro
della Sanita', Umberto Veronesi, a margine della presentazione della staffetta
Rai per la Giornata nazionale per la ricerca sul cancro.
Diverso e' il discorso per i farmacisti, ''un tema piu' complesso -riconosce il
ministro- visto che svolgono pubblico servizio e la legge impone loro di vendere
un farmaco dietro presentazione della ricetta medica. Anche i farmacisti si
pongono problemi di coscienza che in qualche modo andranno risolti. Non dipende
da me, pero': a fare una legge in materia -precisa- deve essere il Parlamento''.
Veronesi getta acqua sul fuoco a proposito della polemica con l'ex ministro Rosy
Bindi, che ha attribuito a lui la responsabilita' dell'entrata in commercio
della pillola del giorno dopo. ''Sono i documenti -afferma- a provare che la
procedura di autorizzazione era gia' iniziata quando sono diventato ministro. Ho
trovato tutto gia' fatto, il mio e' stato un atto amministrativo finale''.
Veronesi ritiene ''inevitabili le reazioni dal punto di vista etico'' all'arrivo
in farmacia di questo medicinale ''sarebbe sorprendente -prosegue- che la Chiesa
non si opponesse alla commercializzazione della pillola del giorno dopo. La
Chiesa e' sempre stata contraria alla contraccezione, ragion di piu' a questa
contraccezione un po' particolare, che impedisce l'attecchimento dell'ovulo
fecondato. Ma -ribadisce ancora una volta- questa pillola non e' abortiva,
previene la gravidanza''.