SANITA': ORDINE MEDICI, PREVENZIONE E REPRESSIONE ABUSIVISMO DEL BARONE,ENNESIMO GRAVE EPISODIO MORTE DONNA DOPO OZONOTERAPIA
(ANSA) - NAPOLI, 3 DIC - La morte di una giovane donna per una seduta di ozonoterapia in un centro estetico del Napoletano rappresenta "l'ennesimo gravissimo episodio" in materia di abusivismo medico. Lo sottolinea l'Ordine dei medici che chiede di contrastare il fenomeno "sia sul piano preventivo sia su quello squisitamente repressivo". Nella prevenzione, spiega il presidente dell'Ordine Giuseppe Del Barone, i nodi da sciogliere riguardano tra l'altro la normativa regionale che "si occupa molto delle strutture sanitarie e pochissimo delle strutture che erogano attività di estetica o di bellezza, il cui confine con le attività medico-chirurgiche è diventato nel tempo e con l'utilizzo delle nuove tecnologie, sempre più labile ed evanescente". "Analogo discorso - osserva Del Barone - vale per la pubblicità. La legge n.175/92, infatti, riguarda specificamente la pubblicità delle professioni sanitarie, cui riserva, peraltro, una severità non sempre equa. Nessuna attenzione è invece riservata ai centri di estetica e di bellezza". L'Ordine, ricorda Del Barone, dal 1992 conduce "una solitaria battaglia su questo fronte con risultati parziali anche se evidenti, almeno per le strutture sanitarie, come è facilmente rilevabile ad esempio dalle ultime edizioni delle Pagine Gialle". "Per tale motivo - rileva il presidente - è stato oggetto di forti critiche e stenta ad avere la necessaria collaborazione soprattutto dalle amministrazioni comunali della provincia, che spesso autorizzano inserzioni, tabelle o targhe senza il preventivo nulla osta dell'Ordine consentendo dizioni poco chiare o addirittura ingannevoli per il potenziale utente". Il problema diventa "ancora più incontrollabile e pericoloso per le inserzioni su riviste, fogli e pubblicazioni a carattere locale". "Allo stato, quindi - sottolinea Del Barone - un medico o un odontoiatra che vuole pubblicizzare il suo studio o ambulatorio soggiace ad una serie di limitazioni costituite dall'acquisizione del preventivo parere dell'Ordine sui requisiti professionali, sul testo pubblicitario e persino sulle caratteristiche estetiche dell'inserzione, dall'acquisizione dell'autorizzazione sindacale ed è sottoposto alla potestà disciplinare dell'Ordine per eventuali irregolarità o infrazioni. L'estetista, l'odontotecnico o addirittura la persona priva di qualunque professionalità specifica, che intenda promuovere un'attività pericolosamente contigua a quella sanitaria è di fatto svincolato da qualunque controllo preventivo". Sul piano repressivo, ricorda il presidente dell'Ordine dei Medici gli strumenti disponibili "sono quelli rappresentati dai controlli delle Asl, dei Nas e della magistratura, quando ne ricorrano i presupposti". "Su questo fronte - osserva Del Barone - occorre sottolineare che i controlli di competenza delle Asl sono in linea generale insufficienti e riguardano prevalentemente gli studi e gli ambulatori medici ed odontoiatrici". "Il cittadino, quindi, bersagliato da pubblicità incontrollata e spesso scorretta, frastornato da messaggi miracolistici ed autoreferenziali, sostanzialmente indifeso dalle istituzioni, finisce per essere alla mercé di persone prive di qualunque specifica professionalità, esponendo, così la sua salute a gravissimi rischi - spiega Del Barone - Una siffatta situazione richiede, pertanto, la massima attenzione e sensibilità istituzionale. L'Ordine è ovviamente disponibile ad un immediato confronto sul tema per ricercare ed attivare ogni possibile intervento teso a ridimensionare tale pericoloso e diffuso fenomeno, che in qualche caso è camuffato anche da un' altrettanto insidiosa, riprovevole forma di ricorso a prestanome".