FINANZIARIA: GOVERNO PROPONE INGRESSO PRIVATI NEGLI OSPEDALI

(ANSA) - ROMA, 8 NOV - Il passaggio dei 15 Irccs pubblici (gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) e successivamente dei policlinici universitari e di grandi ospedali in gestione ai privati: la trasformazione avverrebbe con una legge delega richiesta con un emendamento alla finanziaria. Ma a questa trasformazione, che rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione della gestione della sanita' pubblica, la maggioranza dei sindacati medici dice no. Nelle intenzioni del ministro Sirchia, che ha incaricato un gruppo di esperti denominati ''di pensiero strategico'', i privati avrebbero la gestione degli ospedali con lo strumento delle fondazioni, e il personale passerebbe al contratto privato, mentre al ministero resterebbe il compito di controllare, attraverso un'autority di esperti, le attivita' scientifiche e assistenziali. Per ora l'emendamento non e' stato ancora presentato, ma starebbero circolando alcune bozze, e gia' questo ha allarmato i sindacati medici, che sono decisamente contrari a questa ipotesi. Oggi, dopo avere appreso dell'esistenza di un emendamento in finanziaria con questo scopo, la maggioranza delle sigle dei sindacati dei medici pubblici si e' riunita d'urgenza e si e' dichiarata contraria e pronta a dare battaglia, temendo che la presenza dei privati cambierebbe la natura del servizio sanitario. ''La missione dell'ospedale pubblico e' quello di fornire assistenza - ha spiegato Serafino Zucchelli, segretario dell'Anaao-Assomed (il maggiore dei sindacati medici ospedalieri) - e per lo meno questa funzione sara' piu' lontana. Noi medici siamo dipendenti pubblici, no alla privatizzazione del nostro rapporto di lavoro. Del resto il ministro non ci aveva neanche avvertito di questi cambiamenti''. Sirchia infatti incontrando i medici aveva solo parlato di una forma di sperimentazione di nuove forme gestionali. ''Tutto cio' poi dovrebbe avvenire per delega - ha aggiunto Zucchelli - senza confronto fra le parti sociali e in Parlamento. Una vera e propria controriforma''.