SANITA' LOMBARDIA: DA SINDACATI DECALOGO PER PIANO 2002-2004

Milano, 3 dic. (Adnkronos Salute) - Un autentico decalogo sottoscritto da tutti i lavoratori del settore sanitario lombardo. E' stata la risposta che le organizzazioni sindacali regionali della dirigenza sanitaria e dei medici di medicina generale e ambulatoriale, insieme a Cgil, Cisl e Uil, hanno dato al piano socio-sanitario regionale 2002-2204 approvato dalla Giunta.

Il piano, definito dal segretario regionale Anaao Assomed, Massimo Bocca, ''piu' una riforma gestionale che un piano di programmazione'', viene rivisto soprattutto ''in nome di migliori prestazioni al minor costo possibile''. E affinche' ''la liberta' di scelta dei cittadini non comporti uno spostamento di fatturato dal sistema pubblico al privato, con grossi costi per la popolazione, come l'aumento dell'Irpef e dell'Irap deciso per sanare le finanze della sanita' lombarda''.

Tra i punti principali del decalogo figura la definizione del ruolo delle Asl, che la Giunta regionale vorrebbe trasformare in fondazioni, con le sole funzioni di acquisto e di controllo. ''La trasformazione, con sostanziale privatizzazione delle Asl, puo' essere, crediamo, solo sperimentata in alcuni casi - ha spiegato Franco Giorgio, della segreteria Cisl Lombardia - e senza mutare lo status giuridico dei dipendenti. Le Asl devono inoltre mantenere i compiti e le funzioni che la legge regionale 31 del '97 assegna loro''. Quanto alla riduzione dei posti letto per acuti a 4 ogni mille abitanti, i sindacati chiedono che venga ripartita tra strutture pubbliche e private. Non sembrano sussistere, inoltre, a detta delle organizzazioni che hanno siglato il documento, le condizioni per separare le figure professionali in 'manager' e 'professional'. ''Non vogliamo sfasciare la figura unica del medico ospedaliero - ha aggiunto Giorgi - importante punto di riferimento per chi arriva in ospedale''.

Complessivamente, inoltre, nel decalogo viene chiesto che l'impegno finanziario della regione rimanga pari a quello dello scorso anno, con un aumento commisurato al tasso di inflazione, e che, pur nell'attenzione al controllo della spesa, siano assicurati i livelli essenziali ed uniformi di assistenza definiti su scala nazionale.