NEGATIVI I RISULTATI DELLA ASPERIMENTAZIONE CUF, NO A FARMACI MDB ANCHE PER USI COMPASSIONEVOLI IL MINISTRO OCCORRE UN PIANO ONCOLOGICO NAZIONALE

(ASCA)13 novembre 1998

I risultati della sperimentazione del multitrattamento Di Bella sugli ultimi 5 protocolli (1-3-5-7-9-) sono negativi. ''In nessun caso gli esiti degli studi autorizzano il proseguimento dell'indagine con una sperimentazione di fase III'' e con questa affermazione gli oncologi dell'Istiututo Superiore della Sanita' hanno cosi' concluso l'indagine sulla sperimentazione che desta comunque ancora polemiche per l'1% dei casi sperimentati dove il trattamento ha sortito, invece, una risposta ''parziale'' (vale a dire un regresso del tumore di oltre il 50%). Per i tre pazienti parzialmente guariti grazie alla terapia applicata e per gli altri 11 che si trovano in una fase di stasi (senza nessun cambiamento in positivo ne' in negativo), il trattamento continuera' per unanime decisione degli oncologi coinvolti nella sperimentazione e del Comitato Guida dell'Istituto Superiore della Sanita'. Ma l'ultima parola spetta comunque al Ministro Rosy Bindi. In particolare gli ultimi protocolli sperimentati sui 252 malati - l'insieme dei 9 protocolli ne ha coinvolti 386 - hanno riguardato: i linfomi non hodgkin - la leucemia linfoide cronica (protocollo 1), il carcinoma mammario metastatico non suscettibile di trattamento oromonoterapico o chemioterapico (il protocollo 3), il carcinoma polmonare non a piccole cellule metastatico (protocollo 5), il carcinoma del pancreas esocrino (protocollo 7), il glioblastoma (protocollo 9). Sui 252 pazienti, nel 52% dei casi si e' avuta una progressione della malattia, il 9%, invece, non ha mostrato nessun cambiamento seguito da decesso o progressione. Nessun cambiamento, ancora, per il 5% dei malati. Lo 0% ha ottenuto una risposta completa, il 2 % risultano non valutabili, per il 6% si e' verificata una situazione di tossicita' o un ritiro volontario dalla sperimentazione, nel 25% dei casi il decesso, nell'1% dei casi una risposta parziale. Sui 386 malati, invece, coinvolti nella totalita' della sperimentazione del metodo Di Bella, secondo la risposta al trattamento analizzata al 31 ottobre scorso, su tutti i protocolli si sono verificati: nell'1% dei casi una risposta parziale, il 3% dei malati risulta stazionario, nel 33% dei casi una progressione della malattia, nel 57% dei casi il decesso, nel 6% dei casi i malati non sono stati rintracciabili, nello 0% dei casi una risposta completa (vale a dire una guarigione definitiva).

Sui 386 pazienti coinvolti nella sperimentazione della terapia Di Bella, il 53% dei pazienti si trovava in condizioni discrete (valutati in base al metodo internazionale ecog, che attribuisce un ordine crescente di gravita' alle condizioni del paziente) il 26% era in grado di deambulare - ma non di lavorare - il 10% , invece, in condizioni valutabili come critiche - vale a dire non in grado di deambulare - e l'11% in condizioni parzialmente critiche - a letto per piu' del 50% del tempo -. L'82% dei pazienti, all'inizio della sperimentazione, si trovava in una fase ''non critica''. Di questi il 21% non ha subito alcun trattamento con altre cure, il 61%, invece, era pretrattato. Mentre, ancora, il 18% dei pazienti si trovava in fase critica. Anche alla sperimentazione della tossicita' la terapia ha risposto negativamente. Nel 61% dei casi i pazienti non hanno avuto alcuna reazione negativa al trattamento, mentre, il 39% dei casi hanno avuto almento una reazione negativa al trattamento, di questi il 35% si trova in condizioni critiche a seguito del trattamento . La Commissione Unica del Farmaco, riunita questo pomeriggio presso il Ministero della Sanita', ha deciso, ascoltati i risultati negativi del Comitato Guida, che i farmaci previsti dal trattamento Multiterapia Di Bella non debbano essere inseriti ''neanche nell'elenco di quelli per i quali - secondo le norme vigenti - puo' essere previsto un uso compassionevole''.

Il Ministro della Sanita', Rosy Bindi ha preso atto ''con amarezza'' dei risultati definitivi della sperimentazione del Multitrattamento Di Bella sottolineando che ''ora occorre collaborazione per definire un piano oncologico nazionale''. ''Ci siamo assunti - ha dichiarato il Ministro in un comunicato - l'onere di cercare una risposta chiara con una sperimentazione seria, rigorosa, trasparente per dissipare i dubbi e le inquietudini che in modo drammatico hanno scosso la coscienza di tanti italiani. Una sperimentazione che ha impegnato centinaia di professionisti e numerosi centri ospedalieri in ogni regione del Paese e che oggi si chiude alla luce del sole cosi' come alla luce del sole si e' proceduto in questi lunghi mesi. E' stata una prova impegnativa, difficile e dolorosa''. ''Difficile - continua il Ministro - per le continue invasioni di campo e lo scambio di ruoli, per il frastuono dei media. Dolorosa perche' tutto questo si e' consumato sulla sofferenza e l'angoscia dei malati. Ma anche se non ci sentiamo ripagati vogliamo lasciarci alle spalle le polemiche e le strumentalizzazioni. La battaglia contro il cancro non deve essere una battaglia di parte e tanto meno uno scontro tra fazioni ma un impegno collettivo''.