SANITA': STUDIO CATTOLICA, EQUITA' A RISCHIO CON FEDERALISMO

Roma, 8 ott. (Adnkronos Salute) - Ventuno sistemi sanitari diversi non solo nell'organizzazione, ma anche per equita'. E' questo il rischio che il nostro Paese corre se ogni Regione fa da se', soprattutto nella distribuzione delle risorse. E' quanto emerge da una ricerca condotta dall'Istituto di igiene e dal Laboratorio di economia sanitaria dell'Universita' Cattolica, che mettono in guardia: l'Italia delle Regioni e dei Comuni, creata tanto faticosamente, nell'unione politica, culturale e sociale potrebbe avere proprio nel sistema sanitario una ragione di divisione nei principi fondamentali.

''Non si esprime un giudizio politico, ma l'obiettivo di questa ricerca e' rilanciare un dibattito sulle scelte da operare e sui valori di fondo che tali scelte presuppongono'', commentano gli autori dello studio, Americo Cicchetti, responsabile del Laboratorio di economia sanitaria, e Gualtiero Ricciardi e Gianfranco Damiani, docenti nell'Istituto di igiene della Cattolica. Di economia, salute e scelte sociali parlera' uno dei maggiori esperti mondiali di economia sanitaria, Victor Fuchs, che apre con due letture magistrali il seminario in corso fino a domani al Policlinico Gemelli, in occasione della della pubblicazione dell'edizione italiana del bestseller di Fuchs ''Chi vivra'?'' (Vita e Pensiero).''La salute - afferma Antonio Cicchetti, direttore del Gemelli e della sede romana dell'Universita' Cattolica - non e' piu' un problema confinato nelle scelte individuali: ha riflessi sulle politiche sociali e fiscali di un Paese. Le scelte, finanziamenti in testa, spettano, in tempi di federalismo, al Governo e alle Regioni. Si tratta di scelte difficili, anche impopolari, visto che le risorse sono limitate, mentre la domanda di salute continua a crescere, cosi' come i costi aumentano per effetto del progresso scientifico e tecnologico. Ma devono essere scelte ragionate e attente, per una distribuzione delle risorse efficace e insieme equa''. All'economista spetta il compito di mettere il politico in condizioni di fare scelte accorte, offrendogli gli strumenti necessari. ''Ma all'economista - sottolinea Cicchetti - deve affiancarsi il medico, per tracciare l'analisi di tutti i benefici e le ricadute degli interventi di politica sanitaria. Questo e' possibile solo attraverso una ricerca seria, multidisciplinare, e una condivisione di spazi e di attivita''.

Secondo Cicchetti, pero, ''nonostante il fiorire di master in management sanitario, in Italia e' ancora agli albori una cultura che approfondisca i rapporti tra economia, salute e scelte sociali, temi studiati e analizzati da decenni negli Usa. Proprio per rispondere alla sfida di formare manager in grado di conciliare domanda crescente di salute e risorse limitate, l'Universita' Cattolica a Roma ha istituito un originale corso di laurea interfacolta', nato dalla collaborazione fra Medicina ed Economia, sull'organizzazione e la gestione delle aziende e dei servizi sanitari.