La “Russa” arriva a
Natale ma mezza Roma è già a letto
Esaurito il vaccino, consegnati alle Asl altri 10.000 flaconi
di MARCO GIOVANNELLI DA IL MESSAGGERO del 5 NOVEMBRE
2000
Non è ancora tempo di influenza ma di quella fastidiosa tossetta un po’
stizzosa, del naso che cola, della febbre che però non raggiunge mai punte
altissime. Sono le sindromi da raffreddamento che anticipano la stagione
dell’influenza che coinciderà con le vacanze di Natale. I romani stanno già
“assaggiando" il male di stagione che in questi giorni ha costretto al
letto migliaia di persone e i dottori a correre ai loro capezzali. I medici
“sentinella" delle Asl e dell’Istituto superiore di sanità, non hanno
infatti ancora segnalato l’arrivo del virus ma ammettono che stanno visitando
centinaia di pazienti. Per l’influenza bisognerà quindi aspettare e in questo
periodo, almeno fino a metà di novembre, sarebbe importante vaccinarsi per
evitare i guai della “russa".
I romani hanno sposato la prevenzione e nelle settimane scorse la richiesta del
farmaco antinfluenzale è stata così alta che le scorte sono state esaurite. I
problemi maggiori li hanno riscontrati i medici di famiglia che hanno aderito in
massa alla campagna vaccinale gratuita promossa dalla Regione a favore della
popolazione con più di 65 anni. «Per il momento siamo al 50 per cento della
copertura dei nostri assistiti - spiega Maria Corongiu, vice segretario romano
della Fimmg, Federazione italiana dei medici di medicina generale - ma siamo
sicuri di arrivare almeno al 70 per cento». La combinazione tra l’impegno dei
medici di base (che dalla Regione riceveranno un piccolo contributo economico) e
una maggiore sensibilità dei pazienti anziani, ha provocato una miscela che nei
giorni scorsi ha fatto sfiorare il fallimento della campagna vaccinale perchè
le Asl meno previdenti avevano ordinato un numero di vaccini inferiore rispetto
a qualsiasi possibile previsione. Nel frattempo le società farmaceutiche
avevano svuotato i magazzini e il rischio del fallimento è rientrato solo
all’ultimo momento perchè l’emergenza è stata tamponata con un travaso di
vaccini tra le Asl e la contemporanea promessa dei produttori di ulteriori
spedizioni di farmaci. In queste ore sono stati infatti consegnati circa 10mila
vaccini alle Asl e i flaconi sono stati a loro volta affidati ai medici di
famiglia che hanno potuto riprendere la campagna. «Abbiamo recuperato quanti più
vaccini possibili - spiega Vincenzo Saraceni, assessore regionale alla sanità -
per fronteggiare l’emergenza ed entro il 10 novembre avremo tutti i farmaci
nelle nostre Asl».
Buone notizie anche per tutti i cittadini che vogliono vaccinarsi, ma a
pagamento: le farmacie romane hanno abbondanti scorte di flaconi. Con
20.500-21.000 per il farmaco standard, o 29.000 per quello potenziato
(necessario a chi non si è mai vaccinato) le possibilità di evitare la
“russa" sono molte