| (ASCA) - Roma, 3 giu - Il governo punta su
una maggiore razionalizzazione della sanita' in Italia ma
non su tagli di spesa che renderebbero l'intero sistema
ingestibile. Lo ha ribadito oggi il ministro della
Sanita', Rosy Bindi in visita all'Istituto dermatologico
dell'Immacolata a Roma dove ha concluso i lavori di un
corso per dirigenti sul tema: ''Etica ed evidenza
scientifica. Decisioni politiche e manageriali in
sanita'''. La Bindi ha risposto indirettamente anche alle critiche fatte dal Governatore della Banca d'Italia nella sua relazione di sabato scorso. ''Non e' per mancanza di deferenza verso Fazio - ha rilevato il Ministro della Sanita' - che ho subito affermato che un paese non potrebbe sopportare una spesa sanitaria scesa sotto il 5% del Pil''. Ed in realta', ha confidato il ministro, sia nell'esercizio del '96 che in quello del '97 si e' scesi per quanto riguarda la sanita' al 4,9% e solo quest'anno si e' riusciti a risalire al 5,1% del prodotto interno lordo.''Questa - ha spiegato a medici e manager ospedalieri - e' una esigenza improcrastinabile per far restare il nostro paese dov'e', e non recedere da queitraguardi che ha raggiunto con fatica nel corso degli ultimi anni''. La Bindi non si e' nascosta, comunque, l'esigenza di proseguire nello sforzo di razionalizzazione dei costi e degli investimenti, ammettendo che nell'ultimo anno, ad esempio, la spesa ospedaliera e' continuata ad aumentare. ''Ma oggi - ha tenuto a chiarire - sappiamo quanto costa una prestazione e dove ancora sono gli sprechi. Non e'comunque pensabile - ha concluso - che per rispettare parametri pur giusti, si metta a repentaglio un settore vitale per un paese civile, come e' quello della sanita''. |