SANITA': MEDICI, NO A DIVERSI SISTEMI DI CURA PER OGNI REGIONE



Roma, 12 ott. (Adnkronos Salute) - No ad una regionalizzazione esasperata della sanita', che rischia di creare tanti sistemi di cura e assistenza, diversi da regione a regione. I medici italiani si schierano in difesa del sistema sanitario pubblico, pronti a battersi per l'uniformita' dei servizi al cittadini e del loro rapporto di lavoro. Questo il messaggio indirizzato al governo dal presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), Giuseppe Del Barone, durante la Giornata di celebrazione dell'anno sanitario 2001.

I camici bianchi sono invece favorevoli a 'cancellare' l'irreversibilita' della scelta sull'esercizio della libera professione dentro o fuori l'ospedale. Secondo quanto stabilisce la riforma Bindi, infatti, da questa scelta non si torna indietro: il medico che lavora in esclusiva con l'Ssn, non puo' piu' esercitare in strutture private e viceversa. ''Dovrebbe essere ripensato - sottolinea Del Barone - questo aspetto della riforma ter, che in modo vessatorio stabilisce l'irreversibilita' della scelta e pone un nutrito numero di colleghi in una condizione di disagio professionale. La normativa che regola la libera professione all'interno degli ospedali dovrebbe essere lasciata alla libera contrattazione fra medici e aziende''. E la possibilita' di modificare l'opzione fra pubblico e privato e', del resto, fra i 10 punti del programma politico a cui sta lavorando il ministro della Salute Girolamo Sirchia. Sui principi di solidarieta' ed equita' che caratterizzano il nostro Ssn, finanziato dalla tassazione generale, i medici, pero', non sono disposti a fare concessioni: ''L'Ssn non va smantellato, ma, al contrario, potenziato, pur ammettendo al suo interno forme integrative di assistenza'', afferma Del Barone, annunciando una serie di documenti politici, da parte della Fnomceo, per il mantenimento di un sistema sanitario pubblico. ''Altrimenti - aggiunge - si corre il rischio che, scavalcando le convenzioni, il medico si dedichi solo alla libera professione''.

Fra le altre richieste indirizzate dai camici bianchi al ministro Sirchia, la riforma degli Ordini professionali, ''urgente'', un sistema di farmacovigilanza piu' serio, un ruolo chiave per la Fnomceo nell'organizzazione e nella verifica della formazione permanente dei medici, la regolamentazione dell'informazione medico-scientifica. ''Tanti messaggi contraddittori - denuncia del Barone - generano da un lato false speranze spesso disilluse e, dall'altro, sentimenti di sfiducia nella medicina e nei suoi rappresentanti''.