SANITA':FIMMG,PORTAFOGLIO NON INTACCHI RAPPORTO FIDUCIA/ANSA
(ANSA) - ROMA, 21 NOV - Un deterrente per gli ipocondriaci ma anche un precedente che potra' rendere piu' difficile il gia' delicato rapporto fra medico di famiglia e paziente. Sono gli stesso medici di famiglia a riconoscere i rischi della sentenza della Cassazione che ammette la possibilita' per il medico di fiducia di chiedere il pagamento di una visita a domicilio quando non ce' la gravita'. ''Forse l'unico modo per interpretare questa decisione - spiega a caldo il segretario dei medici di categoria Fimmg, Mario Falconi - e' che deve essere considerata come un deterrente verso quel cittadino che pretende anche per fesserie di far venire il medico a casa, distraendolo da attivita' piu' appropriate e interventi forse piu' urgenti''. Ma questa norma, ha aggiunto Falconi, puo' anche esporre all'arbitarieta' dei singoli ''perche' a decidere sara' sempre il medico''. Inevitabile poi la nascita di contenziosi. Le regole della convenzione dei medici di famiglia con il servizio sanitario nazionale prevedono che se il paziente chiama entro le 10 della mattina e la visita e' urgente il medico si deve recare a casa il prima possibile, entro le 24 ore. ''Ma molto - avverte Falconi - dipende dal rapporto di fiducia medico-paziente. Non puo' essere quest'ultimo paziente a decidere se la visita deve essere domiciliare o no. E' infatti il medico che, sulla base delle indicazioni del paziente, decide se si tratta di un intervento che deve essere fatto realmente a casa''. Lo studio deve restare aperto, per legge, dalle 8 di mattina alle 8 di sera per 5 giorni a settimana, per un orario 'congruo', espressione vaga che non indica nulla di piu' e che dipende, secondo il sindacato medico, dalle condizioni in cui il professionista opera (se esempio se lo studio e' in citta' o in una zona rurale) e dal numero di pazienti che assiste. L'orario poi vede esposto, tassativamente, sulla porta. Da qualche anno a questa parte anche il sabato il medico e' chiamato a lavorare e rispondere alle chiamate urgente dalle ore 8 alle 10. Il medico deve fare una visita domiciliare, secondo quanto indica la convenzione, quando e' necessario e per evitare di esporre il paziente a spostamenti che possono compromettere la sua salute. ''Ma i pazienti - ha precisato il leader dei medici Fimmg - devono anche evitare di chiedere al medico visite che potrebbero non essere necessarie. Ma chi stabilisce a questo punto se era il caso o meno di andare a casa?''. Se il medico puo', in un certo senso, punire il paziente con una richiesta di pagamento per una visita non necessaria, e' anche vero che altrettanto puo' fare il paziente cambiando medico e uscendo cosi' dalla lista degli assistiti del professionista esoso che presenta impropriamente la parcella. Sta di fatto che fino ad ora questa particolare condizione non era prevista nella convenzione, e fintanto che non arrivera' un nuovo accordo a regolare il rapporto dei medici di famiglia con il servizio sanitario nazione, potranno crearsi incomprensioni e tensioni.