STEFANO ZINGONI DELLA FIMMG BOLOGNA:
«Risparmiamo, ma non sulla pelle della gente»

Non si è fatta certo attendere la risposta della Fimmg di Bologna alle pesanti accuse che nei giorni scorsi un medico aveva lanciato su presunti guadagni dei medici di famiglia a discapito della salute dei cittadini.Sullo stesso giornale ''Il Resto del Carlino'' è stato pubblicato il seguente articolo che dipana ogni dubbio su accuse gratuite lanciate a discapito di tutta la nostra categoria.

IL RESTO DEL CARLINO venerdì 26 novembre 1999 pagina 4 (Cronaca di Bologna)

Continua a suscitare reazioni e polemiche l'intervista rilasciata al ‘Carlino' nei giorni scorsi al dottor Paolo Graziosi, il medico di base che ha lasciato il Servizio sanitario nazionale perchè non condivide l'assenso dato dalla maggior parte dei suoi colleghi (260 su 320 ) al piano di incentivi in denaro previsti dall'Asl per i dottori che risparmiano sui medicinali. La sezione provinciale della Fimmg ( il sindacato dei medici di famiglia con maggior numero di iscritti e che ha firmato il patto con l'Azienda), per bocca del segretario provinciale, Stefano Zingoni replica: «Il grafico contenuto nell'articolo ometteva che l'incentivo per assistito andrà a costituire un fondo che verrà ridistribuito con criteri, molto complessi, che determinano per i medici, in sede di ridistribuzione, importi di gran lunga inferiori a quelli citati».In più, prosegue il dottor Zingoni, « i livelli di spesa programmati riguardano non le note Cuf ma una grande sfida professionale e assistenziale che coinvolge tutti i cittadini : migliorare l'appropriatezza della prescrizione e verificare se sia possibile ottimizzare l'utilizzo delle risorse». Medici incentivati, dunque, per fare bene, anzi meglio, il loro lavoro . E non contenti di avere legittimato quello che molti considerano un paradosso,Fimmg e Asl hanno previsto nell'accordo per il 2000 un «premio» per i medici di base che parteciperanno ad un progetto dedicato ai malati di diabete. Seimila lire per assistito in carico (anche non diabetico) e di nuovo la costituzione di un fondo da ridistribuire per prestazione. Un incentivo, insomma, a chi identificherà a curerà i pazienti malati di diabete. Certo un lavoro che la Fimmg considera «in più», ma che altri reputano il cuore del mestiere di Ippocrate. Intanto anche l'assessore regionale alla sanità, Giovanni Bissoni, commenta l'intervista al dottor Graziosi, affermando, fra l 'altro :«Una valutazione rigorosa dei bisogni, un efficace appropriato intervento terapeutico è quanto abbiamo chiesto e concordato con i medici di famiglia, e non un generico contenimento dei costi. Che poi una parte della retribuzio del sanitario sia legata ad obiettivi di efficacia e appropriatezza dovrebbe essere valutato come elemento positivo e, fortunatamente, ormai esteso anche alla dirigenza di tutta la pubblica amministrazione». Di parere diametralmente opposto è Cristina Marri, medico e consigliere comunale de «La tua Bologna». Per lei l'accordo fra Asl e Fimmg invece che rinnovato andava riconsiderato. «Gli aspetti più rilevanti — puntualizza Marri — riguardano non solo la questione del risparmio farmaceutico ma anche le prestazioni dei servizi aggiuntivi e l'associazionismo medico. Sul primo punto ribadisco che questa forma di incentivazione rispetto alla riduzione e il condizionamento nella prescrizione dei farmaci dà corpo ad un sistema premiante inaccettabile e penalizzante per chi ha tra i suoi assistiti molti pazienti anziani, quindi più bisognosi di prestazioni».
di Renata Ortolani