SANITA': TDM, MEDICI DI FAMIGLIA REVOCHINO SCIOPERO - NO A DISAGI AI CITTADINI PER MANCATO AUMENTO IN BUSTA PAGA


Milano, 20 set. (Adnkronos Salute) - "Chiediamo la revoca dello sciopero dei medici di medicina generale e il coinvolgimento dei cittadini nella definizione e revisione dei contratti di lavoro". Lo afferma in una nota Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, commentando lo sciopero di tre giorni proclamato dai medici di famiglia per il rinnovo della convenzione, al via domani.
"Domani i cittadini dovranno intasare i Pronto soccorso, ricorrere a visite private o, in alternativa, smettere di curarsi? - si chiede Moccia- Sarebbe meglio prevedere modalità alternative di sciopero che non causino disagi ai cittadini, sui quali non deve ricadere il mancato aumento delle buste paga dei medici. Ci sembra invece un'ottima idea stare nelle piazze delle città, come i medici prevedono di fare a Roma, per dare informazioni sulle patologie croniche, sulla terapia del dolore e sulla continuità assistenziale. Su questo siamo al loro fianco".


Risposta del Segretario Nazionale FIMMG alle dichiarazioni del TDM

SCIOPERO DEI MEDICI DI FAMIGLIA: GIACOMO MILILLO RISPONDE AL TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO.
“VALUTAZIONI INAPPROPRIATE E FONDATE SU INFORMAZIONI SBAGLIATE”


20 settembre - “Ci stupiscono le affermazioni categoriche di Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del Malato-Cittadinanzattiva, diramate nel pomeriggio in una nota d’agenzia.
Innanzitutto la durata dello sciopero: lo sciopero è di un solo giorno e non tre e non è orientato a “richiedere l’aumento delle buste paga dei medici”.
Chiediamo da mesi, e Fimmg lo ribadirà nel prossimo congresso nazionale (a cui peraltro il Tribunale dei Malati è stato invitato), l’apertura delle trattative per il rinnovo di una Convenzione che dia inizio ad una stagione di cambiamento della medicina generale, per meglio rispondere alle esigenze della popolazione, in particolare dei malati cronici e degli anziani e per far questo è necessario prevedere maggiori investimenti in personale e strutture.
Non è una "richiesta di aumenti in busta paga".
Siamo stati costretti a questa azione dall’inerzia di Governo e Regioni (e la celerità con cui si stanno dando da fare per rispondere alle nostre richieste conferma la necessità della nostra azione).
Non prevediamo grossi disagi per i cittadini né Pronto Soccorso intasati, perché a chi sta male ed ha bisogno di essere visitato con urgenza il proprio medico di famiglia garantirà visite a domicilio e gratuite.
Per ridurre ulteriori disagi (le regioni non hanno provveduto a definire i contingenti minimi per garantire i turni di servizio) abbiamo ritenuto opportuno sospendere l’agitazione della guardia medica e del 118. Ricordiamo a Francesca Moccia che la nostra idea di stare nelle piazze delle città per dare informazioni sulle patologie croniche, sulla terapia del dolore e sulla continuità assistenziale è stata solo rimandata e prevediamo di rilanciarla di fronte ad un probabile inasprimento del conflitto sindacale e saremo felici di averla al nostro fianco”.