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Obiettivi vicinissimi
Dalle 'cattedrali nel deserto' alle strutture aperte e popolate di medici. Potrebbe essere questo il finale del lungo 'film' sulla Missione Salute del Pnrr (2021-2026), che è arrivato oggi ai titoli di coda per le Case di comuntià. Ebbene sì, dopo alti e bassi, critiche e difficoltà, il ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci dovrebbe essere vicinissimo a chiudere positivamente la partita per un nuovo modello organizzativo della rete di assistenza sanitaria territoriale. I dati finali sulle Case e gli Ospedali di comunità effettivamente realizzati dalle Regioni e operativi, dopo l'accordo al fotofinish con i medici di famiglia, stanno ancora arrivando al ministero. Il target previsto dall'Europa, con la scendenza al 30 giugno 2026 - rivisto a novembre 2023 - elencava 1.038 Case, 307 Ospedali e 480 Cot (Centrali operative territoriali). Dal ministero della Salute traspare ottimismo sul pieno raggiungimento del traguardo, ma si preferisce ancora aspettare nel certificare il tutto nero su bianco con i numeri definitivi.
Sulle Case di comunità si gioca la vera partita. Con l'accordo raggiunto con i medici di famiglia e le Regioni, il ministero della Salute permetterà di renderle operative e di non sprecare i 2 miliardi di risorse del Pnrr. L'investimento ha l'obiettivo di offrire "assistenza sanitaria di prossimità ai residenti, assicurando il servizio principalmente alla popolazione più anziana, riducendo così il numero delle ospedalizzazioni anche non urgenti. In questo modo le cure sanitarie sul territorio saranno coordinate in modo efficiente e rapido per rispondere ai bisogni dei cittadini", si legge sul sito del ministero della Salute.
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