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Sul fronte sanitario, nel decreto Pnrr, approvato in prima lettura dalla Camera, è prevista l'attivazione di servizi di telemonitoraggio e teleconsulto per la presa in carico dei pazienti oncologici e arriva anche la proroga fino al 2027 della possibilità di «trattenere in servizio, a richiesta degli interessati» dei medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. Questa è inserita nell'emendamento della Lega che proroga al 31 dicembre del prossimo anno (e comunque non oltre la data di entrata in vigore della riforma del settore) la norma sulla possibilità di restare in servizio per i mmg fino ai 72-73 anni.
Sempre per fronteggiare l'emergenza del personale sanitario sono previste anche assunzioni più facili - in deroga alle ordinarie procedure concorsuali - attraverso le stabilizzazioni: su un tetto massimo del 30% di posti programmati le Regioni potranno assumere riservando fino al 50% dei concorsi a chi ha maturato almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, negli ultimi 5 anni alle dipendenze del Ssn con contratti flessibili o di collaborazione. Oppure con una selezione per titoli e colloquio, sempre entro il limite del 50%, dopo 24 mesi di servizio continuativo purché reclutato con procedure concorsuali (incluse quelle durante il Covid).
È saltata invece la modifica che consentiva assunzioni dall'estero degli operatori socio sanitari in deroga sul riconoscimento dei titoli, oggi ancora possibile per medici e infermieri.
E ancora: dietrofront del Governo sulla vigilanza dei fondi sanitari. Con un emendamento riformulato in commissione Bilancio alla Camera, l'esecutivo ha cancellato la norma che affidava alla Covip (la Commissione di vigilanza sui fondi pensione) il controllo del settore.
Nonostante il mancato passaggio di consegne all'Authority, la stretta sul comparto della sanità integrativa - un mercato che conta oltre 320 fondi e vale circa 4 miliardi di euro - resta parzialmente in vigore. In attesa di una riforma organica, il nuovo testo introduce infatti obblighi di trasparenza molto più rigorosi per tutti i fondi sanitari, le casse e le società di mutuo soccorso.
A partire dall'esercizio successivo al 31 dicembre 2025, i fondi saranno obbligati a pubblicare sui propri siti istituzionali e trasmettere alle autorità i bilanci e le relazioni annuali. I documenti dovranno dettagliare con precisione: Numero di iscritti e prestazioni erogate; Rapporto tra contributi incassati e cure prestate; Entità del patrimonio e costi di gestione.
Per chi non rispetterà i nuovi obblighi documentali sono previste sanzioni pesanti: l'esclusione o la mancata conferma dall'Anagrafe dei fondi sanitari e, soprattutto, la perdita delle agevolazioni fiscali.
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