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Il consiglio regionale generale Fimmg Sicilia si è riunito ieri a Caltanissetta dopo la proclamazione dello stato di agitazione della categoria dalla segreteria nazionale Fimmg.
L'incontro è stato occasione per ribadire l'assoluta contrarietà al Decreto Schillaci e il pieno appoggio e sostegno alle iniziative promosse e che metterà in campo la Segreteria Nazionale tra cui anche lo sciopero della categoria.
"L'assistenza ai cittadini ha come porta di ingresso la Medicina Generale e quindi deve essere rafforzata, potenziata, resa più moderna e più capace di rispondere ai bisogni reali delle persone e dei Medici. Crediamo fortemente nell'evoluzione della Medicina Generale e proprio per questo esprimiamo un forte dissenso sul metodo adottato dal Ministro Schillaci per affrontare la questione che avrà come conseguenza lo spopolamento della Medicina Generale e lo smantellamento del SSN. Una riforma la si fa affrontando i nodi e le questioni con chi lavora sul campo quotidianamente in mezzo ai cittadini e quindi con le Organizzazioni Sindacali che li rappresentano, valorizzando le esperienze che già funzionano. Non si può pensare di ridisegnare il futuro dell'assistenza territoriale senza coinvolgere davvero i medici di medicina generale, che sono da sempre il primo presidio sanitario per milioni di cittadini", dice il segretario regionale Fimmg Sicilia, Luigi Tramonte.
"Nel mese di gennaio è stato ratificato un nuovo ACN nel quale la medicina generale ha messo sul tavolo una scelta precisa: destinare una parte importante degli incentivi variabili alla disponibilità dei medici per lavorare nelle Case della Comunità, fino a quattro ore settimanali. Eppure, nella realtà, quasi nessuna Regione ha realmente chiesto ai medici quella disponibilità. Oggi si solleva il problema di riempire le Case di Comunità ma in molti territori non sono state attivate né è' stato chiesto si Medici di Famiglia se ne vogliono far parte. Abbiamo già un pilastro portante su cui costruire il futuro della medicina territoriale che sono le AFT. Dobbiamo potenziarle, renderle realmente operative, aggregare i medici e fornire loro personale infermieristico e amministrativo stabile. È dentro le AFT che dobbiamo trovare le soluzioni per le aree interne, per l'attività oraria, per le Case della Comunità e per l'associazione dei medici che devono lavorare sempre di più in gruppo. Non serve uscire dal cilindro un modello astratto calato dall'alto: serve rafforzare quello che già esiste, dotarlo di risorse, personale, strumenti organizzativi e capacità di governo", aggiunge Tramonte, che ricorda: "In Sicilia per esempio il 2 Gennaio è entrato in vigore il nuovo Accordo Integrativo Regionale dove c'è la risposta a queste problematiche ma in un contesto normato e strutturato, basta applicarlo! E siamo fiduciosi che anche la nostra Regione e L'assessorato alla Salute che ha tanto creduto nella firma del nostro AIR si esprime nettamente contrario a questa riforma calata dall'alto. Le Case della Comunità senza medicina fiduciaria non sono la risposta: rischiano di essere soltanto immobili deserti, vuoti, privi del rapporto di fiducia che lega il cittadino al proprio medico. Le Case della Comunità devono essere uno strumento di governo del territorio, non un obiettivo edilizio o amministrativo".
Conclude il segretario della Fimmg Sicilia: "Ci associamo all'appello al Ministro e alle Regioni e gli chiediamo di fermarsi, convocarci e ripartire da ciò che già funziona. La medicina generale è pronta a cambiare, ma non ad essere cancellata. È pronta a innovare, ma non ad accettare riforme costruite senza chi ogni giorno garantisce assistenza, prossimità e presa in carico ai cittadini".
Il consiglio regionale è anche stato occasione per inaugurare la nuova sede Fimmg di Caltanissetta chiaro segnale di un sindacato che intende scommettere nel futuro, nella continua presenza del Medico di medicina generale e nella sua tutela.
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