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Il Senato ha approvato definitivamente la legge che permette ai cittadini italiani residenti all'estero (fuori dall'Unione Europea e dai Paesi Efta) di mantenere l'assistenza sanitaria in Italia pagando un contributo di 2.000 euro all'anno.
Il pagamento garantisce la tessera sanitaria, il medico di famiglia, l'accesso ai farmaci e i ricoveri ospedalieri durante i periodi di permanenza in Italia.
Il provvedimento si rivolge potenzialmente a circa 3 milioni di italiani iscritti all'Aire che vivono fuori dall'Europa (es. USA, America Latina, Tunisia, Albania) e che finora, iscrivendosi all'Aire, perdevano il diritto al Servizio Sanitario Nazionale (salvo per le urgenze di pronto soccorso).
I minori non pagano se almeno un genitore ha la tessera. Sono esenti dai 2mila euro anche i pensionati all'estero che pagano le tasse alla fonte in Italia.
Chi interrompe il pagamento annuale verrà sospeso dal servizio e per riattivarlo dovrà versare gli arretrati con gli interessi.
La misura non è ancora operativa: entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, un decreto ministeriale stabilirà le modalità pratiche e le procedure per fare domanda presso le Asl.
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