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Problemi noti da quando è nato il Pnrr, ma negli ultimi tre anni si è pensato ad altro
"Niente di nuovo, è un fatto noto dal Pnrr. La novità è che la scadenza si avvicina ma negli ultimi tre anni probabilmente si è pensato ad altro. I problemi erano sul tappeto da quando è nato il Pnrr: si è detto, e io sono stato uno dei primi a dirlo in Italia, che se uno finanzia i muri ma non finanzia chi deve stare dentro i muri poi uno si ritrova un palazzo non un servizio". Lo ha detto Pierluigi Bartoletti, Federazione italiana dei medici di medicina generale, nel corso del programma 'Battitori Liberi', condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano su Radio Cusano.
"Il tema non sono le sei ore in più o in meno - ha proseguito - ma che servizio vogliamo disegnare con le case di comunità. Deve essere un servizio che aumenta e non che toglie disponibilità dei medici. Se un collega che sta in ambulatorio lo sposto per X tempo dall'ambulatorio per andare in un altro posto, a conto fatto non vedo valore aggiunto ma vedo un servizio che chiude da una parte e apre da un'altra".
"Noi - ha sottolineato Bartoletti - non sappiamo qual è il fabbisogno, non è che abbiamo fatto dei format di palazzi o strutture tutte uguali. Noi abbiamo ristrutturato strutture vecchie che sono tutte diverse e in posti diversi. La capienza varia da struttura e struttura, e poi non è che se metto un medico da solo con carta e penna ho fatto un servizio rivoluzionario, ho solo spostato un medico dal suo studio".
Bartoletti ha poi tenuto a precisare che "sul discorso case di comunità non è tutto negativo, ma c'è un problema di lettura. La lettura deve essere manteniamo l'esistente di prossimità, la sanità vicina al cittadino, e facciamo in maniera tale che non viaggino le persone, ma viaggino i servizi connessi alle persone. Ad esempio se oggi devo fare una prenotazione, faccio una prescrizione e il paziente va al Cup e aspetta. Se io ho a disposizione una infrastruttura che mi consente di fare la prenotazione in quella struttura e la faccio direttamente io, quel cittadino che oggi deve fare una telefonata e un viaggio in più, non se lo fa".
"Bisogna attuare il Pnrr, è corretto - ha inoltre dichiarato - ma bisogna mantenere un equilibrio tra la prossimità, cioè lo studio sotto casa, e la casa di comunità. Le micro equipe ci sono già da 15 anni nel Lazio, sarebbero le Unità di cure primarie (Ucp), che garantiscono gli studi aperti in forma associativa dalle 10 alle 19. Fatto che già esisteva. Probabilmente l'interpretazione del burocrate è spostare il medico dal suo studio ad un'altra parte, ma se l'altra parte è lontana non ho fatto un favore a chi prima era vicino".
"Se invece - ha concluso Bartoletti - usiamo strutture centralizzate per servizi più complessi, ed evito che il cittadino debba trovarsi le persone nel tempo giusto ma sono io medico generale che ho una struttura che risponde alle mie richieste, allora tutto cambia".
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